Cinema

Spencer Tracy, la leggenda dello silver screen

Milwaukee (Wisconsin), 5 aprile 1900: nasce Spencer Bonaventure Tracy. Considerato tra i migliori e più influenti attori della sua generazione, nel corso di una carriera durata quasi 40 anni, reciterà in ben 74 film. Il futuro attore non è da subito appassionato di recitazione. Il suo primo lavoro è, infatti, all’interno della Marina militare statunitense. Terminato il servizio decide, però, di andare all’università e si iscrive dunque al Ripon College. Qui inizia a compiere i suoi primi passi nel mondo del teatro. Partecipa ad una rappresentazione intitolata The Truth. E’ proprio grazie a questa esperienza che capisce di nutrire un grande interesse per questa attività e di voler diventare un attore.

Decide, di conseguenza, di frequentare l’Accademia americana di arti drammatiche di New York all’inizio degli anni 20. Inoltre, comincia a recitare in produzioni che vanno in scena in teatri di serie b in Michigan, Canada e Ohio. Durante questi anni di gavetta accumola sempre più esperienza e affina le sue competenze recitative. Ciò lo porta a debuttare nel 1930 a Broadway nello spettacolo In The Last Mile.

La carriera cinematografica

Humphrey Bogart e Spencer Tracy in Up The River - Photo Credits: virtual-history.com
Humphrey Bogart e Spencer Tracy in Up The River – Photo Credits: virtual-history.com

Grazie alla partecipazione a In The Last Mile, Spencer Tracy viene notato dal regista John Ford. Quest’ultimo gli fa ottenere un contratto con la 20th Century Fox. Viene ingaggiato, quindi, per il film Up the River (John Ford, 1930). Questo evento segna anche il definitivo trasferimento dell’attore a Hollywood.

Nel 1935 ottiene un contratto con quella che è la più importante casa cinematografica di quel periodo, la Metro-Goldwyn-Mayer (MGM). Ciò porta ad una definitiva svolta nella sua carriera. Nei 4 anni successivi, infatti, vince due premi Oscar. Il primo se lo aggiudica nel 1938 per Capitani coraggiosi (Victor Fleming, 1937) mentre il secondo l’anno dopo per La città dei ragazzi (Norman Taurog, 1938).

Ottenendo il premio come miglior attore in due edizioni consecutive, il Nostro stabilisce un vero e proprio record. Solo Tom Hanks eguaglia, decenni più tardi, quel primato, con gli Oscar nel 1994 e 1995 per le interpretazioni in Philadelphia (Jonathan Demme, 1993) e Forrest Gump (Robert Zemeckis, 1994). Comunque, i riconoscimenti della critica non si fermano qui. Spencer Tracy detiene, assieme a Laurence Olivier, il record per il maggior numero di nomination agli Oscar nella categoria miglior attore protagonista. Infatti, entrambi ne annoverano 9.

Spencer Tracy porta a termine un’ultima grande performance due settimane prima di morire. Si tratta del film Indovina chi viene a cena? (Stanley Kramer, 1967). In esso interpreta magistralmente un padre la cui vita viene scossa dal fatto che la figlia si sia innamorata e voglia sposarsi con un uomo afroamericano.

Spencer Tracy e l’incontro che gli cambia la vita

Spencer Tracy e Katharine Hepburn- Photo Credits: slate.com
Spencer Tracy e Katharine Hepburn – Photo Credits: slate.com

Siamo nel 1941. Spencer Tracy viene scritturato per recitare nel film La donna del giorno (George Stevens, 1942). Ad affiancarlo c’è un’altra leggenda del mondo del cinema, Katharine Hepburn. E’ l’inizio di un sodalizio sia professionale che sentimentale per i due attori. Infatti, insieme recitano in ben 9 pellicole, con grande successo di pubblico, e intrecciano una lunga relazione sentimentale. La Hepburn gli sta sempre accanto, anche nei momenti più bui causati dalla grande dipendenza dell’attore per alcool.

I due , tuttavia, non ufficializzano mai la loro relazione. L’attore, infatti, ha già famiglia e non vuole chiedere il divorzio. Spencer Tracy rimane su questa posizione per tutta la vita sia per il fatto che è un fervente cattolico, sia per la difficile situazione che si trova a gestire a causa di un figlio disabile. I due, però, continuano ad essere sentimentalmente legati fino alla morte dell’attore, avvenuta il 10 giugno 1967 a Beverly Hills (Los Angeles).  

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Giorgia Silvestri

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