Recensione – “Spinning Out”, il nuovo prodotto firmato Netflix è disponibile sulla piattaforma di streaming.

Passione, sacrificio, tanto dramma. Questi gli ingredienti principali di “Spinning Out“. 

Tutto parte dalle tre donne di famiglia: la madre Carol (January Jones) affetta da bipolarismo, ex pattinatrice che ha dovuto rinunciare ai suoi sogni, la sorella Serena (Willow Shields) stella in ascesa a cui manca il talento, e Kat (Kaya Scodelario), che di talento, invece, ne ha da vendere e che come la madre è affetta da bipolarismo.

Ex promessa, dopo una rovinosa caduta che le ha compromesso la carriera, la protagonista Kat non riesce più a riprendersi emotivamente. 

Viene notata da un’allenatrice russa che le propone il pattinaggio di coppia con il coetaneo Justin e, per rimettersi in pista, Kat accetta.

"Spinning Out", Kat e Justin. Photo: Web
“Spinning Out”, Kat e Justin. Photo: Web

Dovrà imparare tutto da capo, che non è più sola, nel pattinaggio, e forse nemmeno nella vita.

Lo sai che non ti farei mai cadere, vero?

“Spinning Out”, creato da Samantha Stratton, si emancipa subito dal classico dramma sportivo. Nel cuore della serie tv ci si concentra sui disturbi mentali, messi in scena senza peli sulla lingua. Attraverso queste donne, forti e fragili, insieme.

Una versione teen drama di “I, Tonya”. 

Personaggio interessante è Jenn, la migliore amica di Kat e anche lei pattinatrice. Una rovinosa caduta le ha compromesso la gamba. 

L’ennesima caduta, le farà perdere la fede e i sogni. Trovare un nuovo scopo per continuare a vivere sarà l’unico modo per uscirne.

Oppure, ancora, Marcus. Il barista che rinuncia alla facoltà di medicina per inseguire i suo sogno di sciatore, ancora vittima di razzismo per il colore della sua pelle in una società di sciatori bianchi.

Non manca la love story con il partner Justin Davis (Evan Roderick). La loro sarà una scintilla bruciata troppo in fretta, i loro problemi di fiducia così diversi, meritavano di essere messi in scena con più calma.

Una storia d’amore (quasi scontata, direi) di due metà che coincidono alla perfezione, ma questo non importa.

E, una volta in pista, prima di riprovare quella presa, tu mi hai guardata e mi hai detto che non mi avresti lasciato cadere. In quel momento mi sono innamorata di te. Non mi ero mai potuta fidare di nessuna persona fino ad allora. A parte te.

Il personaggio che, più di tutti, risente del rapporto madre-figlia tra Kat e Carol, è la sorellina Serena. Ancora giovane e inesperta, si ritrova in un mondo (quello del pattinaggio) fatto di paura, di cadute e di pianti, di compagne che che giocano sull’insicurezza del prossimo, e in una famiglia dove i battibecchi sono all’ordine del giorno.

"Spinning Out", Carol e Serena. Photo: Web
“Spinning Out”, Carol e Serena. Photo: Web

Finirà per sentirsi di troppo, vittima della solitudine. 

I personaggi di “Spinning Out”, a partire da Kat, sono autodistruttivi, spesso egoisti e immaturi, commettono ogni sorta di errore. 

Potranno risultarci abbastanza antipatici e sicuramente non trasmettono messaggi positivi, un punto a suo sfavore

Non sarà la serie dell’anno ma ciò che conta è la grinta che questi personaggi mostrano sullo schermo. La voglia di non mollare, di inseguire i propri sogni, anche zoppicando. 

Perché nulla conta di più. E questo è un punto a suo favore.

“Spinning Out” su Netflix non sarà la serie dell’anno, potenziale sprecato in una storia ricca di drammi familiari e sentimentali. 

Eppure il bipolarismo e i disturbi mentali vengono raccontati coma mai prima d’ora.

Forse, sarebbe stato meglio concentrarsi di più sul pattinaggio, dare meno spazio alla vita fuori dal ghiaccio. 

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