Calcio

Stadi chiusi in Serie A? Torna in auge la possibilità dopo contatto Draghi-Gravina

Spettro stadi chiusi in Serie A. Questa è l’ultima indiscrezione che aleggia sul massimo campionato calcistico italiano. I contagi, nel nostro Paese, sono in costante aumento e gli ospedali hanno subito un incremento sostanziale dei ricoveri per Covid-19. Colpa, ovviamente, della nuova variante Omicron che sta mietendo numerosi positivi in tutta Europa. Il mondo del calcio (e dello sport in generale) paga dazio come gli altri ambiti: calciatori contagiati, partite rimandate e l’incertezza che regna, continuamente, sovrana. Con una situazione pandemica che presenta numeri davvero impressionanti (almeno nella lettura dei nuovi casi), gli impianti sportivi potrebbero diventare terreno fertile per propagare il virus. Dopo il contatto tra Mario Draghi e Gabriele Gravina, si fa largo l’ipotesi della chiusura.

Stadi chiusi in Serie A? La possibilità esiste

Come riporta La Gazzetta dello Sport, non c’è nessuna decisione ufficiale all’orizzonte per il calcio italiano, ma il presidente federale Gabriele Gravina ha parlato di una telefonata preoccupata da parte del Presidente del Consiglio Mario Draghi. Da parte sua, il numero uno della Federcalcio ha spiegato lo stop di tutti i campionati, dalla Serie B in giù, compresi quelli dilettantistici e giovanili. Contestualmente a questa ammissione, però, il numero uno del calcio italiano ha anche detto che un eventuale stop della Serie A provocherebbe danni a livello di calendario enormi.

Non si prospetta, per adesso, uno stop del calcio, ma si ragiona sulla possibilità di chiudere gli impianti sportivi qualora la situazione pandemica non migliori nel giro di due-tre settimane. Spettro porte chiuse o, al massimo, la possibilità di ospitare 5.000 tifosi.

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