Negli ultimi anni, il modo in cui ci connettiamo a internet ha subito una trasformazione profonda. Al centro di questa rivoluzione si trova Starlink, il progetto di SpaceX che punta a portare internet veloce in ogni angolo del pianeta grazie a una rete di satelliti in orbita bassa. 

Il 2026 si preannuncia come un anno decisivo per il servizio, con novità importanti che riguardano la tecnologia, la copertura e le modalità di accesso. Vediamo insieme cosa aspettarci.

Oltre 9 milioni di utenti: la crescita inarrestabile di Starlink

Starlink ha chiuso il 2025 con numeri impressionanti: oltre 9 milioni di abbonati a livello globale, con un incremento di 4,6 milioni di nuovi utenti in un solo anno. La costellazione in orbita conta oggi più di 9.300 satelliti attivi, con lanci regolari dalla base di Cape Canaveral.

Le velocità di connessione sono migliorate di oltre il 50% rispetto all’anno precedente, e il costo del servizio si e ridotto in diversi mercati. 

In Italia, il piano residenziale parte da 29 euro al mese, con velocità di download superiori a 150 Mbps e una latenza intorno ai 25 millisecondi. Per chi vive in zone rurali o montane, dove la fibra ottica non arriva, Starlink rappresenta spesso l’unica alternativa reale per una connessione stabile.

Satelliti V3: la prossima generazione arriva nel 2026

Uno degli aggiornamenti più attesi del 2026 riguarda il lancio dei satelliti Starlink di terza generazione, i cosiddetti V3. Rispetto agli attuali V2 Mini, i nuovi satelliti promettono prestazioni nettamente superiori.

Ecco cosa cambierà con i satelliti V3:

  • Capacità di download: oltre 1 Terabit al secondo per singolo satellite, ovvero 10 volte superiore ai modelli attuali.
  • Capacità di upload: oltre 200 Gbps, con un incremento di 24 volte rispetto alla generazione precedente.
  • Connettività 5G dallo spazio: i nuovi satelliti Direct to Cell saranno in grado di offrire una copertura cellulare 5G direttamente sugli smartphone, senza bisogno di antenne dedicate.

Questi satelliti verranno lanciati tramite Starship, il nuovo vettore di SpaceX, capace di trasportare carichi molto più grandi rispetto ai Falcon 9 utilizzati finora. Il passaggio ai V3 rappresenta un vero e proprio salto generazionale per l’intera rete Starlink.

Direct to Cell: lo smartphone si collega al satellite

Una delle innovazioni più interessanti e il servizio Direct to Cell, che permette ai normali smartphone di connettersi direttamente ai satelliti Starlink senza hardware aggiuntivo. In pratica, il satellite funziona come una torre cellulare nello spazio.

Lanciato con T-Mobile negli Stati Uniti a metà 2025, il servizio ha già raggiunto oltre 12 milioni di utenti connessi almeno una volta, con circa 6 milioni di utenti attivi ogni mese. Attualmente supporta messaggistica, condivisione della posizione e app selezionate tra cui WhatsApp e Google Maps.

Nel 2026, Direct to Cell si espande rapidamente anche in Europa. La Spagna sarà il primo paese dell’Unione Europea a testare il servizio, grazie a un accordo tra SpaceX e l’operatore MasOrange. Il Regno Unito seguirà a breve con Virgin Media O2, mentre in Ucraina il servizio è già attivo da novembre 2025 attraverso Kyivstar, con oltre 3 milioni di utenti registrati in pochi mesi.

L’Europa cerca alternative: IRIS2 e il Progetto Mercury

Mentre Starlink accelera, l’Europa lavora alle proprie soluzioni. Il progetto IRIS2 prevede una costellazione di circa 290 satelliti con un budget superiore ai 12 miliardi di euro, pensata per garantire sovranità digitale europea. La piena operatività è prevista per il 2030. L’Italia, nel frattempo, sviluppa il Progetto Mercury, una costellazione a uso civile e militare come complemento strategico ai sistemi privati.

Del resto, chi controlla l’infrastruttura di comunicazione detiene un vantaggio competitivo enorme. E un po’ come nel settore dell’intrattenimento digitale, dove sfruttare un hitnspin bonus code per esplorare nuove piattaforme di gioco permette di scoprire opportunità che altri trascurano. Lo stesso vale per le nazioni che investono oggi nelle reti satellitari di domani.

Cosa cambia per l’Italia nel 2026

Per il mercato italiano, il 2026 porta novità concrete. Starlink copre già quasi tutto il territorio nazionale con piani a partire da 29 euro al mese e promozioni che includono il kit gratuito con vincolo annuale. Con l’arrivo dei satelliti V3 e la prospettiva di Direct to Cell, la connettività nelle aree isolate potrebbe migliorare in modo significativo.

Il futuro della connessione passa dai satelliti

Il 2026 segna un punto di svolta per Starlink e per l’intero settore della connettività satellitare. Con i satelliti V3 in arrivo, l’espansione globale di Direct to Cell e una base utenti in costante crescita, SpaceX sta ridefinendo il concetto stesso di copertura internet. 

Per chi vive in zone dove la rete tradizionale fatica ad arrivare, queste novità rappresentano un cambiamento concreto nella vita quotidiana. Il consiglio è semplice: restare aggiornati sulle offerte disponibili e valutare se questo e il momento giusto per provare Starlink.