Cinema

Stasera in tv “Spanglish”: quando non basta la lingua per (non) comunicare

Spanglish” (2004) del Premio Oscar James L. Brooks, con un titolo che focalizza solo l’ovvia dimensione linguistica presente nella narrazione, è in realtà un film sull’incomunicabilità più in senso lato, che usa la storia di un’immigrata messicana come pretesto per parlare di famiglia, identità e radici.

L’inizio della pellicola ci introduce primo fra tutti il personaggio di Cristina Moreno (Shelbie Bruce): con un incipit originale è Cristina che ci presenta la protagonista Florencia Moreno (Paz Vega), sua madre, introducendo una relazione madre-figlia che è il vero centro propulsore della storia di “Flor” e il loro rapporto con la “latinoamericanità”.

Paz Vega e Shelbie Bruce in una scena di "Spanglish", Credits: Kino.de
Paz Vega e Shelbie Bruce in una scena di “Spanglish”, Credits: Kino.de

“Spanglish”: quando il sogno americano si fa incubo

Dopo l’arrivo in America, il filo narrativo principale parte dal momento dell’incontro tra la famiglia Clasky e Florencia, che lavorerà presso di loro come domestica pur non sapendo una parola d’inglese, entrando nelle dinamiche poco equilibrate di questo nucleo familiare.

Qui troviamo Deborah (Téa Leoni), ex donna d’affari ormai mamma a tempo pieno, è un personaggio frustrato, con una fissazione per il fisico ed il proprio peso che proietta anche sulla figlia Bernice (Sarah Steele). Con lei è invece molto amorevole il padre John (Adam Sandler), cuoco di successo che appare particolarmente passivo ed ingenuo nella vita privata.

Adam Sandler e Téa Leone in "Spanglish", Credits: All Movie
Adam Sandler e Téa Leone in “Spanglish”, Credits: All Movie

Quando Flor è costretta a trasferisi, insieme alla figlia, presso la famiglia per l’estate, si instaurano una serie di situazioni spiacevoli. Il rapporto con Cristina verrà minacciato dalle ingerenze di una Deborah decisa a far valere la propria presunta superiorità sociale e culturale. Al contempo il legame tra Flor e altri componenti della famiglia si stringe in maniera tanto prevedibile quanto inopportuna.

Un sottotitolo fuorviante

Il sottotitolo italiano riporta “Quando in famiglia sono in troppi a parlare“: questa frase sembra dipingere scene in cui si accavallano più voci, scoppiano litigi ed ognuno vuole dire la sua, mentre è subito chiaro che è solo una la voce che riempie la casa dei Clasky. Tuttavia, il vero focus della pellicola non è su questo, bensì sull’incapacità di comunicare, che passa anche per il silenzio, per i non detti, per alcuni gesti eloquentissimi che scavalcano un’autorità genitoriale.

Questo film si conclude sorprendentemente con una nota un po’ amara, con una serie di possibilità negate e al contempo con il recupero di un rapporto che in dall’inizio ha avuto la priorità su tutti. La storia di Florenzia e Cristina Moreno, stasera è in tv su Paramount Channell alle 21.10.

Debora Troiani

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Debora Troiani

Laureata in Lingue, Letterature, Culture e Traduzioni alla Sapienza, studio ora Editoria e Scrittura, con un curriculum orientato al giornalismo. Sono una grande appassionata di lingue e letterature straniere (soprattutto russa e tedesca), di teatro, cinema e in generale di forme d'arte impegnata che affronta temi sociali.
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