JD Vance, vicepresidente degli Stati Uniti, ha annunciato la pubblicazione del suo libro intitolato “Communion: Finding My Way Back To Faith“. Le speculazioni, a seguito della comunicazione, non sono tardate ad arrivare. Molti ritengono che la pubblicazione di un libro durante la carica di vicepresidente sia indice di una possibile candidatura alle presidenziali nel 2028.

Presidenziali 2028: JD Vance sarà un possibile candidato alla Casa Bianca?

È chiaro, l’annuncio di un libro non pone alcuna certezza alla candidatura di JD Vance alla Casa Bianca 2028. Tuttavia, l’associazione non è così improbabile. In realtà è piuttosto comune porre questo tipo di basi prima di una candidatura. In genere la pubblicazione di un libro è utile per sottrarre agli avversari o ai media la possibilità di creare un’immagine negativa. Un esempio è Barack Obama, il quale pubblicò “The Audacity of Hope” nell’aprile del 2006 prima di candidarsi alle presidenziali nel febbraio del 2007. L’obiettivo è di apparire come “umano” e vicino alle persone, cercando di contrastare la parvenza di politico distante. Quindi, pur restando speculazioni, l’idea non è del tutto improbabile.

Nello specifico il libro di JD Vance, editato da HarperCollins, ricopre il suo percorso spirituale personale. Parla, infatti, delle fasi che ha attraversato: dal cristianesimo all’ateismo, fino alla conversione al cattolicesimo nel 2019. In un comunicato Vance ha dichiarato: «La storia di come ho ritrovato la fede, naturalmente, esiste solo perché l’avevo persa all’inizio». Spiega, inoltre, per quale ragione si è allontanato dal suo «cammino», sostenendo che la fede cristiana durante la sua giovinezza, «non sia riuscita a mettere davvero radici». In un posto su X Vance ha sottolineato: «Sto scrivendo questo libro da molto tempo e sono onorato di poter finalmente condividere con voi tutta la mia storia». Quest’ultima affermazione si colloca perfettamente in uno scenario caratterizzato da numerose critiche rivolte al vicepresidente.

Perché l’annuncio ha sollevato numerose critiche?

Molti, infatti, sostengono che JD Vance avrebbe cose ben più importanti da fare, soprattutto nell’attuale periodo storico. Vance ad esempio è stato il primo a criticare il coinvolgimento degli Stati Uniti nelle «guerre infinite» in Medio Oriente. Proprio ora, durante la guerra in corso in Iran, il vicepresidente è rimasto in silenzio. Il suo silenzio istituzionale sulla crisi in Iran, come supposto da alcuni, servirebbe a non oscurare il lancio mediatico del libro. Anche la deputata Marjorie Taylor Greene ha pubblicamente commentato l’assenza del vicepresidente durante il dibattito svoltosi il mese scorso, chiedendosi dove «diavolo» fosse finito JD Vance. Quel che è certo è che Vance è il primo vicepresidente a pubblicare un libro mentre è ancora in carica. Forse il tempismo non è stato dei migliori.

Stefania Cirillo