Il dipartimento di Stato statunitense ha ordinato alle ambasciate all’estero di negare i visti temporanei -necessari per entrare nel Paese- a tutti i richiedenti che sono in possesso di un passaporto emesso dall’Autorità Nazionale Palestinese (ANP). Seppur non in via ufficiale, le autorità hanno confermato la decisione al New York Times, che aveva già diffuso la notizia.

Si tratta dell’ultima di una serie di misure restrittive imposte dall’amministrazione Trump ai cittadini palestinesi, viste da molti come una risposta alla presa di posizione di molti Paesi occidentali, che hanno riconosciuto o stanno per riconoscere lo Stato di Palestina. Il 16 agosto il dipartimento aveva sospeso la concessione dei visti per i residenti della Striscia di Gaza, inclusi quelli per ragioni umanitarie. Lo scorso venerdì, invece, la stessa sorte era toccata ad alcuni funzionari dell’ANP, che avrebbero dovuto partecipare all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York.

Chi ha un passaporto palestinese non potrà entrare negli Stati Uniti

La nuova regola si applicherà a visti per visita, istruzione, ragioni mediche o altro. Restano fuori i visti per immigrazione; per questi, è necessario che un cittadino statunitense si esponga a favore del richiedente. Da quando è nato l’ANP, l’ente che governa in modo semiautonomo una parte della Cisgiordania, esistono anche i passaporti palestinesi. A causa delle nuove misure, solo i cittadini in possesso di un doppio passaporto potrebbero ottenere il visto, facendo la richiesta con quello dell’altro Paese. Tutte le altre domande, invece, verranno rifiutate a prescindere.

Federica Checchia