Stefania Nobile, la figlia di Wanna Marchi, e Davide Lacerenza, ex compagno del personaggio tv e titolare della Gintoneria, locale vip di Milano, sono stati arrestati dal nucleo di Polizia economico finanziaria della Gdf. Ai domiciliari anche un loro collaboratore, Davide Ariganello.
I reati contestati dalla procura di Milano, con la pm Francesca Crupi e l’aggiunta Bruna Albertini, sono quelli di autoriciclaggio, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione e detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. Il locale di via Napo Torriani è stato posto sotto sequestro dopo l’ordinanza di misura cautelare firmata dalla gip Alessandra Di Fazio. L’ex regina delle televendite Wanna Marchi non risulta indagata.
In totale nell’inchiesta della procura ci sono cinque indagati. Oltre ai tre finiti ai domiciliari, ci sono due spacciatori. Sarebbero i soggetti che, nell’ipotesi dell’accusa, rifornivano di droga il locale. Le indagini della procura hanno permesso di accertare che Lacerenza, con il concorso di Nobile e di un collaboratore, Ariganello, oltre a servire piatti e cocktail offrissero ai clienti droga – principalmente cocaina ma anche marijuana, hashish e la cosiddetta “cocaina rosa” – e mettevano loro a disposizione escort: un’attività che assicurava ai titolari lauti guadagni, poi investiti nel locale.
Le indagini sono infatti partite dall’approfondimento di segnalazioni per operazioni sospette (Sos) per l’approfondimento di ipotesi di riciclaggio. Il nucleo Pef ha sottoposto a sequestro preventivo oltre 900 mila euro, cifra ritenuta il provento dell’autoriciclaggio.
Le fiamme gialle hanno anche sottoposto a sequestro la Gintoneria, che si trova in via Napo Torriani 15, in zona Stazione Centrale. Secondo la ricostruzione di inquirenti e investigatori, oltre alla somministrazione di bevande di pregio accompagnate da qualche piatto gourmet, i tre avrebbe offerto alla propria clientela sostanze stupefacenti nonché la possibilità di usufruire di prestazioni sessuali rese da escort, acquisendo da tali attività profitti illeciti, riciclati nel locale stesso.
Già nel mese di agosto del 2020, l’allora questore di Milano, Sergio Bracco, aveva sospeso la licenza per dieci giorni alla Gintoneria di Davide. Alla base della decisione, come recitava una nota della questura, c’erano state le “diverse segnalazioni di attività illecite all’interno del locale come lo spaccio di droga e l’assembramento di persone, in evidente contrasto con la normativa per il contenimento del covid-19”.





