Continua la querelle di Stefano De Martino riguardo il video hackerato finito sul web, nel quale il conduttore di Affari Tuoi è immortalato insieme alla fidanzata Caroline Tronelli in un momento intimo.
Intervistato da Novella 2000, Angelo Pisani legale dello showman partenopeo ha parlato del procedimento in atto e contro chi lo stanno portando avanti, aggiungendo che i risarcimenti conseguiti saranno destinati dal 35enne a favore di iniziative contro il cyberbullismo e per le tutele dei bambini: “Precisiamo che la nostra azione legale non è solo contro chi ha rubato il video, che risponde di gravi reati e danni conseguenziali, ma anche contro chi gestisce, li diffonde, li commenta in Internet. Questo senza rispetto delle norme e dei valori o anche solo per ‘svago’. Perché con i diritti personali e privacy altrui non si scherza”.
Stefano De Martino, le parole del legale sul video
L’avvocato ha inoltre rivelato il momento nel quale De Martino ha capito quanto stesse accadendo: “Stefano ha scoperto di essere stato spiato il 9 agosto mentre era a casa, quando alcuni utenti del web hanno segnalato che girava in rete un video privato intimo in compagnia della fidanzata Caroline Tronelli. Immediatamente è stata depositata denuncia e richiesta ogni forma di tutela e punizione dei colpevoli”.
Sugli hacker che si sono impossessati del video ha aggiunto: “Sempre più spesso sono giovani esperti, ma anche bande organizzate di criminali informatici capaci di violare ogni sistema web“. “Sono riusciti a introdursi illegalmente e telematicamente nel sistema di videosorveglianza della casa di Caroline Tronelli, guardando tramite le telecamere e impossessandosi di immagini private, per poi diffonderle in rete. La Polizia postale seguirà le impronte telematiche dei ladri di privacy e rintraccerà il computer da cui è partito l’attacco informatico”
Pisani infine ha concluso che l’azione legale dovrebbe essere portata a termine a breve poichè: “I responsabili dell’intrusione e furto video/dati dovrebbero avere le ore contate. Nonostante le difficoltà e continue novità del sistema anche i criminali informatici lasciano impronte e tracce telematiche che li inchiodano alle loro responsabilità. Poi bisogna seguirle e vedere dove è o dove sono i server. Se scopriamo che l’attacco è partito da qualche Paese lontano, sarà più complicato catturare e perseguirli una volta individuati. Ma intanto ci sono tante altre violazioni e responsabilità da punire”.





