Le strade del male - Photo credits: web
Le strade del male – Photo Credits: web

Il 16 settembre 2020 Netflix distribuisce Le strade del male, adattamento del romanzo omonimo, e pluripremiato, di Donald Ray Pollock. Antonio Campos, regista di origini italo-brasiliane, rende omaggio allo scrittore permettendogli di raccontare la storia in voice over. E si circonda per il suo thriller di un cast straordinario che comprende, tra gli altri, Tom Holland, Robert Pattinson, Bill Skarsgård e Mia Wasikowska.

Un thriller che più che tenerci col fiato sospeso ci accompagna, senza considerabili colpi di scena, nelle lunghe tragedie dei personaggi. Questi si attraggono e si respingono, per quasi due ore e trenta di durata, lungo le strade desolate degli Stati Uniti del secondo dopoguerra. Ma non riescono mai ad allontanarsi veramente dal luogo che origina il male: la religiosissima cittadina di Coal Creek, nella Virginia Occidentale.

La trama

Turbato da ciò che ha visto in battaglia, nel 1945 il soldato statunitense Willard Russell (Bill Skarsgård) torna a casa, a Coal Creek. E decide ben presto di crearsi una famiglia altrove. Questo non basterà, però, a evitare a Willard, prima infedele, poi fanatico, di entrare nel circolo degli orrori. E non sarà sufficiente neppure per il figlio Arvin (Tom Holland), che ne seguirà le orme, malgrado il tentativo di fare bene, e meglio del padre.

Perché il cinico Arvin è immune alle seduzioni di parroci malvagi e superstizioni. Arvin vuole solo proteggere la sua famiglia e interrompere la spirale del male. Tornando lì dove il padre aveva commesso il primo errore. E dando una degna e innocente sepoltura al cane che gli era stato strappato. Ma il libero arbitrio è stato sottratto a lui e agli altri personaggi, ed è con le mani sporche di sangue che Arvin percorrerà la via della redenzione verso casa.

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Willard (Bill Skarsgård ) e Arvin da piccolo (Michael Banks Repeta) – Photo credits: web

Dove finisce il Bene e iniziano le strade del Male?

Tra riti pagani e cristiani (la differenza viene meno), e urla per invocare un Dio che non è più garante assoluto del Bene, assistiamo ai tentativi di personaggi che vorrebbero tracciare la loro via. E falliscono nel farlo. La metafora della strada ritorna continuamente in una storia cupa ambientata in parte proprio sull’asfalto. Una strada che imboccata con la destinazione del Paradiso, sprofonda poi sempre nell’Inferno.

Perché il Bene e il Male spesso coincidono, come Dio e la morte. E se la visione del film non sempre risulta scorrevole, a causa di un ritmo che rallenta la dinamicità della trama, quello che ci rimane è la riflessione sulla natura delle nostre scelte. Perché, come ci suggerisce la voce di Pollock, forse non siamo diversi da quel personaggio che “solo al cospetto della morte poteva avvertire la presenza di qualcosa come Dio”.

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