Un branco di un centinaio di cetacei, più specificatamente globicefali, si è arenato sulla costa sud-occidentale australiana vicino ad Albany. Più della metà dei globicefali sono morti poche ore dopo essere arenati. È un fenomeno noto, ma le sue cause rimangono poco chiare. Il Dipartimento per la biodiversità e i residenti della zona si sono riuniti per aiutare.
Australia, morti più di 50 cetacei arenati

È arrivato a 51 balene pilota morte il conteggio dell’ultima strage di cetacei causata dallo spiaggiamento di un branco avvenuta sulla costa sud-occidentale dell’Australia. I 51 globicefali, morti poche ore dopo essersi arenati, facevano parte di un branco di circa un centinaio di esemplari, avvistato al largo di Cheynes Beach vicino ad Albany, a circa 400 chilometri a sud-est di Perth. I volontari del servizio statale per i parchi e la fauna selvatica stanno cercando di salvare 46 balene sopravvissute guidandole in acque più profonde.
Le cause
Non sono del tutto chiari i motivi per cui avvengono questi arenamenti di massa di cetacei. Potrebbe dipendere dalla perdita dell’orientamento o se per esempio il gruppo segue un esemplare malato o che segue qualcosa che lo distrae nelle acque. Fenomeni simili sono frequenti con i cetacei. Nel settembre 2022, quattordici capodogli furono trovati morti su una spiaggia di King Island. Pochi giorni dopo morirono circa 200 dei 230 globicefali trovati spiaggiati lungo le coste della Tasmania. Nell’Australia Occidentale oltre 130 globicefali morirono dopo essersi spiaggiati a sud di Perth nel 2018.
Le operazioni di salvataggio
Il responsabile del Cheynes Beach Caravan Park, Allan Marsh, intervistato da The Guardian, ha spiegato durante le operazioni di salvataggio delle balene che “probabilmente si erano arenate da poco. Numerose sono ancora vive e siamo in grado di spingerne al largo alcune”. Il Dipartimento per la biodiversità, la conservazione e le attrazioni ha guidato le operazioni mentre i residenti si sono riuniti sulla spiaggia per cercare di dare aiuto. “Comprendiamo la preoccupazione dei visitatori in questo momento e apprezziamo le offerte di aiuto dei volontari” ha affermato il servizio per la fauna selvatica, secondo quanto riporta il Guardian: “Tuttavia, la sicurezza delle persone e delle balene è la nostra priorità principale, quindi chiediamo che il pubblico non si avvicini alla spiaggia”.
Giulia Simonetti
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