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Stranger things 2: le pagelle di infoNerd, a noi il giudizio!

Stranger things, la fortunata serie televisiva statunitense ideata da Matt e Ross Duffer, ha calato il sipario sulla seconda stagione. Nove episodi, intensi e vibranti, hanno esercitato il classico “effetto calamita” sui bulbi oculari degli appassionati che ne hanno preso visione. E ora? Noi di InfoNerd ci assumiamo l’onere di regalarvi una recensione alternativa. Solo per voi, le nostre pagelle!

 

Esaminatori tanto intransigenti quanto affettivamente coinvolti, contesi dal dissidio che ci porta ad essere provati dalla presa di coscienza di aver visto l’ultimo episodio ma, nel contempo, a storcere il naso pensando ad un proseguio all’altezza dei precedenti, siamo pronti a giudicare l’operato dei nostri beniamini. 

 

WILL: 8
Il piccolo protagonista della serie, il collegamento vivente tra la realta’ che viviamo e quella del Sottosopra. Se, ingenuamente, pensavate che Harry Potter fosse uno sfigato avendo racimolato piu’ attentati alla sua vita che anni biologici, non avete considerato il potenziale di Will Byers. “Rapito” nella prima stagione e brutalmente impossessato dal Mostro Ombra nella seconda, diciamo che il semplice atto di andare a scuola senza cagarsi addosso, per ovvie ragioni, diventa pressapoco irrealizzabile. Timido, introverso, e perennemente etichettato come “diverso”, il giovanotto dalla pelle diafana e il caschetto dei Beatles riesce a toccare le corde piú sensibili del nostro nobile animo. Non del tutto esente da frangenti in cui da’ prova del suo sensibile acume (la genialata del Codice Morse e’ di tutto rispetto), ci porta a consacrare come martire questo fanciullo, gratificandolo con un voto guadagnato con la forza dell’innocenza. 

 

UNDICI (Undy), JANE, EL, ELEVEN, EX NAZISKIN: 8
Parimerito in condotta la nostra Undi. Belli capelli, per gli amici. Boccolosi e folti, ora, tra parentesi. Questa splendida mocciosa con una fisionomia a meta’ tra la Portman e la Ryder qualche decade fa, ha dato prova, sin dal primo fotogramma in cui e’ comparsa, di essere un personaggio che difficilmente sarebbe stata oggetto di declassamento nella classifica di gradimento del pubblico (provate a dirlo velocemente, ndr). Forte, strana, “magica”, con un passato da ricostruire e uno sguardo da “spacco bottillia amazo famillia”. Elementi appetibili che hanno contribuito a farci irrimediabilmente innamorare di lei. Un modus operandi il suo che, a conti fatti, non e’ cambiato neanche in questa seconda stagione. Undi ha, in piu’, acquisito maggiore consapevolezza, risolto alcuni enigmi del suo passato e confermato l’intensita’ di vecchi sentimenti. Secondo il nostro modesto parere, sono stati gli ultimi cambiamenti responsabili di averla resa piu’ “normale”, ad aver contenuto l’entusiasmo nei suoi riguardi, impedendoci di fare di lei, la prima della classe. Sul finale ha salvato il culo a tutti, come sempre, non si poteva darle di meno. 

 

 

MIKE: 7
Una resa giu’ di tono quella di Mike: il Leonardo (delle tartarughe ninja, atei! ndr) del gruppo. Da leader cervellotico, acuto e maturo del celebre quartetto nerd, in questa seconda stagione ha risentito del peso dei problemi, delle assenze e dei guai imminenti, diventando un po’ una desperate housewife. Sottratto all’azione, alla dimensione piu’ goliardica e canzonata dei suoi coetanei, e’ stato investito di un ruolo piu’ autoritario e poco incline alla positivitá. Frutto di una saggezza di cui e’ sempre stato portavoce, e’ stata quella che, enfatizzata, lo ha portato ad affiancare Will dall’inizio alla fine, inchiodato al suo capezzale, mai refrattario alle necessita’ del suo migliore amico. Encomiabile e ineccepibile. Ma Mike, tesoro, l’eta’ puberale non ritorna piu’. Tra i rari momenti in cui e’ tornato con forza preponderante ai suoi anni, lo scontro verbale con Hopper dopo il ritorno di Undi. Uno straordinario sipario interpretativo. Consiglio finale? Goditi i primi lezzi di sudore ascellare, respirali a pieni polmoni, raramente li dimenticherai.

 

 

DUSTIN: 8 E MEZZO
Il piccolo Dustin é il classico personaggio che, dal suo aspetto alla sua personalità, non potrebbe mai starti sulle palle, così com’é sistematicamente impossibile che esista qualcuno al mondo a cui faccia schifo la pizza. Se esiste, proceda pure ad estinguersi. La mascotte di un gruppo, il condimento di una pietanza, il sole in una giornata uggiosa. Dustin conserva la spontaneità di una simpatia innata e sempre puntuale. Allevatore di democani con la stessa sconsideratezza di Chris Pratt in Jurassic World coi suoi Velociraptor, é all’azione che si consacra, scegliendo un compagno d’eccezione con il quale forma un duo improbabile dai tratti epici ed educativi: Steve. Coinvolto in un finale commovente in cui mostra la vulnerabilità dei suoi anni nell’essere respinto, lo congediamo con il voto più alto tra suoi compagni, consacrandoci devoti e innamorati di lui.

 

 

LUCAS: 5 E MEZZO
Rimandato il nostro Lucas quest’anno e il motivo non fatica ad essere compreso. Perso il piglio irascibile che faceva di lui il Raffaello della comitiva (sì, rimango ancorata alle Tartarughe Ninja ndr), la sua mansuetudine troppo controllata, giustificata da una crescita dettata anche dagli ultimi eventi, ci porta a riconoscerlo meno rispetto alla stagione precedente. Un’evoluzione naturale che cozza, pero’, con le prioritá da sempre dichiarate. Il potere della f…elicitá (censure di stile ndr) nell’accostarsi al primo amore, la nostra new entry dal fulvo pelo, e’ travolgente e lascia poco spazio al resto. Una condotta accettabile che lo diventa meno quando, a contendersi l’oggetto del desiderio, c’e’ anche uno dei tuoi migliori amici. Il buon Dustin che, tristemente, accetta la liason, non viene ricambiato con altrettanta premura. Male, male. PROVERBIO DEL GIORNO: tira chiu nu pilu all’irtu, ca na corda curi vuai ara scisa!

 

MAX: 6
La redhead sopracitata, la nuova recluta del gruppo, la dama contesa da Dustin e Lucas. Al colore naturale dei capelli si aggiunge il piglio da skater solitaria e l’attitudine innata per i videogiochi. Una così può solo contribuire allo svezzamento cerebrale infantile dei suoi coetanei, quando si accorgono che conquistarla potrebbe rivelarsi un’attivitá piacevole quasi quanto una seduta di D&D. Colma della tracotante sfortuna di avere per fratellastro un imbecille nevrotico dallo stereotipato bullismo in saldo e trovarsi a rivestire il ruolo di sostituta di nientepopodimenoche Undi, il dato di fatto che la sua posizione non sia propriamente comoda e invidiabile e’ pressoché palese. Accettata nel gruppo con riserva, la personalitá schiva e diffidente che la rappresenta riesce ad essere smussata dalla pazienza di Lucas. Responsabile della straordinaria messa a tappeto, in una delle scene finali, del parente “carino e coccoloso” sopracitato, la ammettiamo al prossimo anno con un 6 politico. Meglio non far cullare i nuovi.

 

NANCY: 8 E MEZZO
La sorella maggiore di Mike, colei che nella prima parte della prima serie brillava di simpatia quanto la gelida tavolozza del water in pieno inverno, ha ormai ribaltato la sua condotta. Forte e determinata nel proposito di non dimenticare la migliore amica, rapita e barbaramente (mai avverbio più appropriato fu usato per Barb *badum tsss*) uccisa nel Sottosopra, in questa seconda stagione cerca di renderle giustizia svelando l’esistenza del laboratorio segreto che se non fosse esistito era peggio per noi. Coinvolta nel triangolo amoroso che condisce Stranger Things di note suadenti stile “Piccoli problemi di cuore”, è su Jonathan che ricade la sua innegabile preferenza. Una scelta che il fandom opposto, improvvisamente nutrito, le perdona quando, materna e dolce, si appresta a consolare Dustin sulla pista da ballo, sciogliendosi in un commovente discorso incoraggiante. 

 

 

JONATHAN: 5
Il fratellone di Will, dall’animo tormentato con tendenze isolazioniste, viene sistematicamente rimandato. Un giudizio insindacabile il nostro, alimentato dall’impressione perpetua che lui fosse, per tutta la durata di questa seconda stagione, il pet che si affida all’eroe (Nancy) quando inizia una campagna avventurosa in un classico gdr. Vittima di una capacità decisionale flebile quanto le speranze che nutriamo sull’esistenza di Babbo Natale, il nostro Jonathan, di cui non discutiamo il sentimento autentico, ricambiato, per la sua nuova fidanzata e la famiglia, ci ha intrattenuto con soporifera partecipazione dall’inizio alla fine. Una scrollatina, di quelle energiche, potrebbe sollevare le sorti del suo nuovo ruolo da Snorlax.

 

 

STEVE : 9 E MEZZO
È con incontenibile orgoglio che affibbiamo il titolo di “primo della classe” al nostro detentore di capelli più cotonati dell’Indiana. Superato, a pieni voti, il processo evolutivo più completo tra tutti i personaggi della serie, è stata la trasformazione da Johnny Bravo emaciato, dalla spocchia a tratti inspiegabile, ad ineccepibile e assennato baby sitter che tata Lucia te dico levate, ad averci conquistati pienamente. Operativo, impeccabile e coraggioso nel pericolo e nei sentimenti dai quali decide di prendere le distanze, nella consapevolezza di aver perso, è Dustin che prende sotto la sua ala protettiva. Una coppia alla Franco & Ciccio che fa letteralmente impazzire il fandom. Noi, che serbiamo un debole per i bad boy alla Vegeta che maturano in eroi qualitativamente superiori ai classici buoni per definizione, non potevamo esimerci dal premiare Steve. Il 10 non lo mettiamo perché siamo rigidi come la Rotthermeier.

 

BILL: 4
Odioso e superfluo alla stregua di un ciclo mestruale nei giorni feriali, il fratellastro di Max dimostra, sin da subito, di non avere alcuna remora nel risultare il classico pallone gonfiato con disturbi mentali. Questi ultimi, prevedibile risultato di una educazione paterna improntata su sputazze intimidatorie in faccia e strozzamenti alla Homer Simpson su Bart, si sviluppano in un crescendo che si scaglia, random, su alcuni target in particolare: Max, Lucas e Steve. Investito, nonostante tutto, dell’utilità marginale di far emergere il lato encomiabile del nostro alunno migliore, lo congediamo con un voto fin troppo generoso. Un plauso al lato B, almeno.

 

 

JIM HOPPER: 8
La versione americana del nostro Bud Spencer, Jim Hopper, si conferma adorabilmente coerente nella sua burbera condotta. Investito dal ruolo di padre, nel tentativo di proteggere Undi costretta alla latitanza, dimostra con tenero realismo le difficoltá genitoriali nell’allevare una figlia in piena etá puberale. Scontri generazionali, alimentati da una indiscutibile situazione precaria, mettono a confronto due dei personaggi piu’ amati, dagli esordi, dell’intera stagione. Ligio al dovere e alla ostentazione di un ardimento sempre in ascesa, lo sceriffo con il savoir faire di Cannavacciuolo svela il suo aspetto piu’ vulnerabile e sensibile al cospetto della giovane protagonista. Con la speranza in canna che il rapporto con la bella e sfortunata Joyce possa decollare in fiori d’arancio, congediamo Jim con un bel voto in pagella.

 


JOYCE: 7 E MEZZO

La madre stramba di casa Byers con la perseveranza inamovibile di proteggere il suo bambino, ci dimostra ancora una volta la fierezza del suo proposito. La passione invariata nel decorare la sua dimora con oggettistica alternativa per tappezzarne le pareti, luci natalizie nella prima e disegni inquietanti nella seconda, ci conducono all’unanime pensiero che l’evidenza che abbia qualche rotella fuori posto sia una fortuna da considerare preziosa. Tenera nel tentativo di provare a ricordarsi che avere una vita normale, tra uno svenimento di Will e le analisi di uno strizzacervello, potrebbe essere fattibile, si lega al buono e sempliciotto Bob, prima che la realtá le ricordi quanto potesse essere sfacciato il suo esperimento. Determinante la fredda fermezza dimostrata nell’esorcizzare il figlio a costo di farlo finire arrosto, Joyce torna a casa con una valutazione meritata. 

 

BOB: 7
Il buon Sam della Contea, smessi i panni di Hobbit per vestire quelli di un bambino troppo cresciuto con una passione per la logica e la tecnologia, interpreta il nuovo fidanzato di Joyce, innocentemente perculato dai pargoli della sua compagna con considerazioni del tipo “che cosa mai ci trovera’ in lui?”, aggiungerei “soprattutto con Hopper nei paraggi” , ai posteri l’ardua sentenza. Ma, quesiti leciti a parte, Bob dimostra di essere un personaggio al quale affezionarsi verrá automatico, specie in considerazione della bella fine che gli sceneggiatori hanno pensato per lui. Indispensabile, con le sue utilissime conoscenze, ad aiutare il gruppo a salvarsi la pelle, sara’ per lui fatale e ingiusto l’atto di coraggio che ha avuto per proteggere la famiglia dalla normalitá assente presso cui era stato accolto. Tenerezza alle stelle, dipartita gloriosa. Grazie, Bob!

 

KALI, OTTO, PUNKABBESTIA: 6
Nuovo ingresso per Kali, la “sorella” maggiore di Undi nel periodo di permenanza al laboratorio quando erano bambine. Vestita di nero risentimento con una spruzzatina di profumo alla vendetta dilagante, la giovane ragazza, alla guida di un gruppo di sbandati fricchettoni, sembra essere determinata nel perseguire l’unico obiettivo che, secondo lei, le permettera’ di riscattarsi: far fuori tutti gli scienziati dei laboratori Hawkins responsabili degli abusi perpetrati ai suoi danni. Con l’abilitá preziosa di far credere agli altri quello che cacchio le pare, cerca di far leva sul dramma del destino crudele che la lega a Undi per aizzarla contro i nemici che ha elencato, stile lista della spesa, e farle firmare la partecipazione come membro attivo del wwf (gli occhi cerchiati sono chiaramente un omaggio ai panda). Abbandonata dalla sorella diversa che ha intelligentemente rammentato di avere padre e futuro marito da accudire, aspettiamo la prossima stagione per incontrarla nuovamente con chissa’ quali intenzioni.

 

La nostra analisi, siori e siore, termina qui. Concludendo con la solleticante sensazione che quello che abbiamo visto potesse essere considerato un degno finale definitivo a questa meravigliosa serie, ci rivediamo il prossimo anno. Attenti agli animaletti strani, non vi venisse in mente di portarli in casa!

Alessia Lio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Alessia Lio

Dispensatrice di parole comuni, fagocitante di nuove e inespresse, faccio della scrittura il catalizzatore principale del mio mondo interiore. Misantropia e ironia come ingredienti principali del mio minestrone. La Cultura Nerd è, qui, la mia missione.
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