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Striscia la Notizia, l’inviato Pinuccio indaga ancora sulle bugie di Soumahoro

Questa sera a Striscia la Notizia l’inviato Pinuccio parla ancora di Soumahoro. Ecco le anticipazioni della nuova puntata.

Striscia la Notizia, Pinuccio e le bugie di Soumahoro

Striscia la Notizia, l'inviato Pinuccio indaga ancora sulle bugie di Soumahoro
red

A Striscia la notizia (Canale 5, ore 20.35) Pinuccio torna a occuparsi delle bugie dell’ex sindacalista Aboubakar Soumahoro, e – a partire da stasera – dedicherà diverse puntate a fare debunking – documenti alla mano – al corposo dossier difensivo in cui l’onorevole ha provato a rispondere ai tanti dubbi sollevati dal tg satirico riguardo al suo operato con la Lega Braccianti.

  1. Soumahoro sostiene di essere stato accusato solo perché nero. Peccato che, ricorda Pinuccio, a raccontare le sue malefatte al tg satirico siano state tre persone nere quanto lui, ovvero gli ex soci Soumaila Sambare e Mamadou Balde e l’amico storico, il sindacalista Yacouba Saganogo.
  2. La salma sbagliata. Pinuccio aveva denunciato una doppia raccolta fondi, avvenuta nel 2021, per la spedizione della stessa salma da Bari al Mali: quella del bracciante Oumar F. Peccato che nella sua difesa Aboubakar neghi che il cadavere sia stato spedito due volte e che siano stati raccolti i soldi due volte, ma sbaglia salma:scrive che si tratta di quella di Soumaila S., bracciante assassinato nella Piana di Gioia Tauro e rimpatriato in Mali nel 2018, tre anni prima.
  3. Soumahoro poi ritratta goffamente anche chi fossero i destinatari della raccolta fondi del Natale 2021: serviva a comprare regali – scrive nel dossier – per i bambini che non vivono nel ghetto di Torretta Antonacci, ma che sono spesso ospiti nelle case di altre famiglie. Questo dopo che Don Pupilla aveva testimoniato che nel ghetto non ci sono bambini. Ma in un video girato proprio in occasione della raccolta fondi si sente forte e chiaro il leader di Lega Braccianti dichiarare che le donazioni servivano a comprare regali per i bambini del ghetto. Inoltre, non ci sono prove che abbia consegnato doni per 16mila euro: non uno scontrino o altro.

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