Non sarà sicuramente passata inosservata la tendenza di moltissime influencer e content creator di liberarsi del filler migrato male. Così, in tantissime, da Nicole Pallado a Martina Russo, si sono recate presso centri specializzati per togliere il residuo di filler, subendo un drastico (almeno inizialmente) cambiamento, che nel giro di pochi giorni rende le labbra nuovamente naturali. Questa tecnica si chiama ialuronidasi: ma come funziona e perché sta spopolando così tanto?

Sciogliere il filler: come funziona la ialuronidasi

Prima di capire come si scioglie il filler, è bene capire come funziona queso trattamento. Il filler consiste nell’iniettare piccolissime dosi di acido ialuronico direttamente nel derma o nel tessuto sottocutaneo. Grazie a una una siringa dotata di un ago sottilissimo, si possono rimodellare tantissime parti del volto, ma anche del collo. Non viene praticata anestesia ma al massimo si applica una pomata anestetica: ciò che è fondamentale è invece recarsi presso centri specializzati e competenti, per evitare qualsiasi tipo di infezione o reazione allergica.

Dunque filler non vuol dire botox: il filler riempie, il botulino distende. Come dicevamo, il primo è a base di acido ialuronico, una sostanza già naturalmente presente nell’organismo. Mentre il secondo agisce per mezzo della tossina botulinica, consentendo di rilassare e distendere i muscoli, dando l’effetto lifting che serve a eliminare le rughe. Il filler però, per quanto sia una sostanza naturale, col tempo viene riassorbito dall’organismo, ma dopo qualche anno può anche migrare. Questo vuol dire che si possono trovare dei veri e propri grumi di prodotto, dall’aspetto sicuramente anti estetico.

Come si scioglie il filler: la tecnica

Così, una volta resosi conto di avere questi grumi (principalmente sulle labbra), moltissime persone decidono di recarsi in studio per andare a fare una vera e propria operazione di reversione. La ialuronidasi infatti consiste nello scioglimento del filler mediante un enzima in grado di degradare alcuni componenti della matrice extracellulare, come l’acido ialuronico appunto e la condroitina solfat.

Ma come mai questa tendenza? Come tutte le cose, anche l’epoca delle labbra “a canotto” e gli zigomi pronunciati sta lasciando piuttosto spazio a una conformazione del viso molto più naturale e meno “gonfia”. C’è anche da dire che il filler, dopo alcune applicazioni, si assorbe, rendendo necessarie diverse iniezioni per poter vedere concretamente l’effetto. La rimozione non significa tuttavia che si voglia lasciare il volto completamente naturale solo ed esclusivamente senza nessun tipo di riempimento. Il filler può servire a creare delle geometrie più armoniose nelle proporzioni del viso.

Marianna Soru

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