Un nuovo, eccitante, capitolo per il pluricampione del mondo Jonathan Rea. Il centauro nordirlandese ha lasciato la Kawasaki, poco competitiva negli ultimi anni, per abbracciare la causa della Yamaha con la speranza di tornare a lottare per il titolo che nelle due annate appena archiviate è stato conquistato dalla Ducati di Alvaro Bautista. Un obiettivo certamente ambizioso che dovrà essere coltivato con estrema calma, nonostante le sensazioni molto positive dell’esperto pilota dopo i primi test di Superbike.
Le parole di Jonathan Rea di Yamaha: “Voglio fare la mia storia con il nuovo team”

“Ho iniziato il mio viaggio nel motorsport con una Yamaha PW 50, la moto più iconica per i bambini. Anche i miei figli Tyler e Jake ne avevano una. Mio padre era un pilota e ha sempre corso con la Yamaha della gamma YZR. È bello far parte della famiglia Yamaha, ho lasciato alle spalle una bellissima squadra e ho trovato un’altra grande famiglia. Presto per parlare. Nel test ho solo guidato la moto per spingermi al limite, solo dopo posso provare delle novità tecniche. Doveva essere tutto chiaro, quindi ho fatto giri su giri. Yamaha mi ha impressionato per come lavora, c’è molta collaborazione e scambio di dati con gli altri team. Penso che possiamo lavorare bene in questo inverno. Toprak ha fatto grandi cose con uno stile di guida spettacolare. All’ultima gara abbiamo visto Razgatlioglu tagliare il traguardo davanti a Bautista, ma dietro c’erano Aegerter e poi Gardner. La Yamaha ha una finestra grande per poter essere guidata con più stili. Puoi guidare aggressivo come Toprak oppure fluido come Locatelli. La moto funziona bene e mi ha impressionato. Ho utilizzato gli stessi riferimento in frenata della moto precedente, ma avevo molto più margine. Quando ho comparato i miei dati con quelli di Razgatlioglu, ho notato che non devo fare niente di più per essere migliore di lui in frenata. Questa moto accetta entrambi gli stili. Servirà ancora del tempo per essere al meglio con la Yamaha, per renderla mia. Abbiamo tempo e l’idea e di andare a Phillip Island per essere competitivo dal primo giorno. Vincere? Sarebbe oltre le aspettative. La stagione è lunga e non sempre Phillip Island rappresenta quello che sarà il trend. Vogliamo essere competitivi. Se puntiamo al podio e puntiamo a essere competitivi, perché non puntare a vincere? È un circuito che amo ed è come una seconda casa per me. Lì ho vinto la prima gara con la Kawasaki. Sarebbe un sogno che diventa realtà vincere anche con la Yamaha“.
Seguici su Google News





