Cultura

Teatro giovane in “Supernova”

Supernova”, spettacolo teatrale della compagnia partenopea “I pesci”, il cui debutto in anteprima nazionale è stato nel teatro dell’ÀP – Accademia Popolare dell’Antimafia e dei Diritti, una realtà sorta nel 2016 all’interno dell’IIS Enzo Ferrari di Cinecittà. Quattro attori, un regista e un teatro dalle parti di Cinecittà sono gli elementi necessari per dimostrare che il teatro non solo è vivo nei giovani, ma che il suo futuro è interamente nelle loro mani.

Tra adattamenti, riduzioni e trasposizioni integrali di opere immortali nei teatri più grandi e in vista, negli spazi artistici di periferia è in fervore la drammaturgia contemporanea. Quella vera, nuova, autentica e, soprattutto, giovane.

L’impegno sociale di Davide Iodice

Prima della rappresentazione, l’incontro con il regista Davide Iodice consente di familiarizzare con lo spazio della biblioteca, una volta abbandonato. Ora è più vivo che mai: un bar, un’emittente radiofonica e la passione tipica di chi si occupa di Teatro Civile in ogni sfaccettatura, sia con elementi di denuncia sociale da proporre sul palco, sia sul coinvolgimento attivo dei partecipanti in laboratori o allestimenti di teatroterapia. Gli spettacoli si svolgono regolarmente al piano superiore, nella Sala Sepe, utilizzata anche per eventi di cineforum.

Ed è all’ingresso del pubblico che, senza preamboli o anticipazioni di alcun tipo, inizia la commedia

I responsabili dello spazio teatro: Rosario Mastrota, Pasquale Grosso e Danilo Chirico. Supernova
I responsabili dello spazio teatro: Rosario Mastrota, Andrea Meccia, Loris Antonelli e Danilo Chirico.

Supernova, il Teatro Civile di Mario De Masi

Tre fratelli, rampolli di un forno campano, ognuno con la sua particolarità e il suo personalissimo approccio con la madre. Lei è muta, comunica con la sinuosità del movimento scenico e un’espressività talmente potente, che ad ogni cambiamento sembra sostituire il tradizionale cambio scenografico. Allo stesso modo, ogni fratello ha un oggetto di riferimento che dimostra una drammaturgia evocativa tendente alla ricerca dell’archetipo.

Pur essendo teatro di ricerca, la chiarezza e il realismo di un intreccio volutamente semplice e lineare aumenta il contrasto con la regia sperimentale, ottenendo nel complesso un retrogusto poetico all’azione quotidiana. Il bravo e giovane attore Mario De Masi, in questa circostanza regista e autore sulle tracce di un teatro pasoliniano, in sessanta minuti è in grado di mostrare le debolezze umane durante la crescita di tre persone che, volenti o nolenti, devono convivere attorno alla madre, figura ideale e materiale interpretata dalla maestria di Lia Gusein-Zadé.

Il regista di teatro Davide Iodice. Supernova
Il regista di teatro Davide Iodice.

Non mancano punte verghiane nel personaggio del bravissimo Fiorenzo Madonna, intento a violare il concetto dell’ostrica in seguito a una fatalità famigliare che non può sopportare. Non sono da meno i personaggi di Alessandro Gioia, eccezionale nel trasmettere il sorriso di chi resiste alle ferite per un senso di responsabilità, e di Luca Sangiovanni, carismatico padrone del palco.

Inutile cercare una quarta parete o elaborazioni scenografiche: il Teatro di Narrazione assorbe la prosa in ogni sua forma, complice un forte ideale grotowskiano che al giorno d’oggi è più che mai attuale. E i giovani che lottano per l’affermazione di nuova drammaturgia e per una resurrezione di Tespi, del “teatro povero” ne hanno fatto di una necessaria carenza una coraggiosa virtù.

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