Cinema & Serie TV

“Sweet Tooth”: il profetico mondo post pandemico di Jeff Lemire

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Sweet Tooth, la nuova serie Netflix tratta dall’omonimo fumetto di Jeff Lemire, scritta da Jim Mickle e prodotta dai coniugi Robert Downey Jr. e Susan Downey, ci porta nelle atmosfere di una favola distopica, mostrandoci le due facce dell’umanità di fronte a un periodo di crisi post-apocalittica: quella solidale capace di rischiare in prima persona per proteggere il diverso e quella che ha paura della novità e cerca rifugio nell’autoritarismo a tratti violento.

Una nuova speciale umanità

Christian Convery alias Gus, il ragazzo ibrido - Photo credits: Warner Bros
Christian Convery alias Gus, il ragazzo ibrido – Photo credits: Warner Bros

La serie, accompagnata dal narratore onnisciente James Brolin, si sviluppa 10 anni dopo quello che viene definito “Il Grande Crollo”, in uno scenario post-apocalittico, quando si diffonde una misteriosa pandemia il cui segno distintivo è un tremore al dito indice della mano e in parallelo nascono bambini ibridi metà uomo e metà animale. Ma la vera storia ha inizio con il nostro protagonista Gus (Christian Convery), nato in parte umano e in parte cervo, uno dei bambini ibridi, riuscito a salvarsi e ad evadere dalla città grazie a suo padre Richard  (Will Forte) che, fin dalla più tenera età, lo ha obbligato a vivere recluso nei boschi all’interno del parco naturale nazionale del Nebraska. L’ambiente sociale in cui si muovono i personaggi di Sweet Tooth ha un’inquietante familiarità con gli incubi che abbiamo vissuto in questi mesi.

Gus e il suo papà - Photo credits: Netflix
Gus e il suo papà – Photo credits: Netflix

Vedere oggi Sweet Tooth, mentre ancora stiamo affrontando quelle che, si sperano, siano le ultime fatiche della pandemia, sembra profetico, considerato che il mondo ideato da Lemire è stato piagato da una terribile malattia, l’Afflizione, che ha quasi condotto l’umanità sull’orlo dell’estinzione. Il bellissimo ma pericoloso mondo di Gus, mette in scena le vite di un variegato numero di persone che, in un modo o nell’altro, sono riuscite a sopravvivere alla pandemia e a trovare un loro posto in questo nuovo mondo. Tra chi farà il possibile per cercare una cura al virus, chi decide di sacrificare la propria libertà per mettere al sicuro il maggior numero possibile di ibridi, ognuno di questi personaggi entrerà a far parte dell’incredibile avventura di Gus.

Viaggio interiore alla scoperta di sé

Gus in cerca di sia madre verso il Colorado - Photo credits: Netflix
Gus in cerca di sia madre verso il Colorado – Photo credits: Netflix

Gus, dopo la morte del padre è cresciuto isolato all’interno di una foresta ma inaspettatamente fa amicizia con un vigilante vagabondo dal nome Jepperd (Nonso AnozieThe Laundromat, Zoo, Il Trono di Spade), ex giocatore professionista ora cacciatore solitario, ma con il bimbo ibrido instaura un rapporto particolare, quasi paterno o da fratello maggiore. I due iniziano un viaggio attraverso ciò che resta degli Stati Uniti alla ricerca di molte risposte: in particolare sulle origini di Gus e sul significato della parola “casa”.

Questa è un nuovo tipo di storia distopica, piena di speranza. Vogliamo che le persone entrino in questo mondo dove c’è bellezza, speranza e avventura. Viaggiamo sui treni, saliamo sulle cime delle montagne, corriamo attraverso le foreste tutto questo è uno spettacolo su ciò che costituisce una famiglia, cosa significa veramente casa e perché è importante mantenere la fede nell’umanità.

Lo showrunner Jim Mickle

Sweet Tooth: la fiaba distopica di Jeff Lemire

Il bosco della fiaba distopica - Photo credits: Netflix
Il bosco della fiaba distopica – Photo credits: Netflix

La serie Sweet Tooth presenta numerose differenze dalla serie a fumetti di Jeff Lemire da cui prende ispirazione. Le meravigliose ambientazioni naturalistiche ci accompagnano in questa fiaba distopica, all’interno del quale questo mondo post-apocalittico ci viene mostrato ancora pieno di bellezza, ottimismo  e avventura. Che Jeff Lemire sia uno degli autori più rilevanti degli ultimi anni è ormai assodato. Nella sua narrativa hanno trovato una nuova declinazione canoni fumettistici classici come quello supereroico, rivisitato con la saga di Black Hammer, ma soprattutto è emersa una cifra stilistica personale e inconfondibile, che riesce a miscelare al meglio tinte narrative forti con momenti di addolcimento. 

Sweet Tooth, in tal senso, è un degno figlio di Lemire, una storia in cui l’autore espone tutti i tratti tipici della sua dialettica, che si evincono nella serie soprattutto dai salti metaforici del piccolo protagonista, sulle rocce del ruscello fino al balzo definitivo sul mondo oltre la riserva, disobbedendo a tutte le raccomandazioni preventive del padre. Azioni che porteranno Gus alla ricerca di un’unica speranza: una famiglia ma anche della dura scoperta di un crudele mondo in parte ancora buono grazie alla sua esistenza.

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Giuliana Aglio

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Giuliana Aglio

Laureanda in Scienze Politiche delle Relazioni Internazionali e Diplomatiche: Storia, Cultura, Mondo, Attualità, presso Unict. Amante della fotografia e della Settima Arte visionaria, come testimonianza storica d'impegno civile e documentaria, costantemente ispirata dal naturalista David Attenborough e da registi del calibro di Steven Spielberg, Martin Scorsese, Chris Columbus, Taika Waititi, Todd Phillips, Guillermo del Toro, Christopher Nolan e Denis Villeneuve. Innamorata dei Musical quali "The Greatest Showman" e del tanto acclamato "A Star is Born". Aspirando alla carriera da regista/giornalista continuerò ad emozionarmi non smettendo mai di sognare attraverso l'inspiegabile piacere che il cinema regala con la "magia" capace di rendere meravigliose le cose ordinarie e la "bellezza" di spingerci dove non ci sono confini e orizzonti.
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