Il nuovo film del regista e attore giapponese, Broken Rage, arriva su Prime Video il 13 febbraio dopo l’anteprima alla Mostra di Venezia 2024. Un film che si struttura in due parti ben distinte nell’arco della sua ora di durata. La prima legata indissolubilmente alla carriera del leggendario regista giapponese: thriller d’azione hard boiled, uno yakuza film in cui un sicario lotta per la propria sopravvivenza, intrappolato tra le mire letali della polizia e quelle della criminalità organizzata. La seconda metà della pellicola vira bruscamente verso la commedia diventando la parodia, frame by frame, di tutto ciò che abbiamo visto nella prima parte. Una lavoro meta cinematografico che scherza anche con lo stesso regista, che ha iniziato la sua carriera proprio come comico per virare poi, da regista, verso una cinematografia più spinta e legata a narrazioni action e hard boiled.

Kitano non è la prima volta che arriva al Lido di Venezia con una pellicola. Nel 1997 ha portato a casa il Leone d’oro per il thriller Hana-bi – Fiori di fuoco, mentre, nel 2003, ha vinto il Leone d’argento per la regia di Zatōichi. Di quest’ultima edizione, in cui Broken Rage è stato accolto con plauso sia di pubblico che di critica, il maestro Kitano si ricorda poco o niente. “Sono in imbarazzo a raccontare questa cosa ma non ricordo nulla di Venezia. Ho preso un battello per arrivare al Lido e ho battuto la testa. Non ricordo molto di quella serata. Mentre il film veniva proiettato ricordo che ero con il produttore e poco altro. Mi hanno detto che la risposta è stata positiva, anche vedendo i video arrivati dal pubblico. Ma io non mi hann odetto che la risposta è stata grande , anche vedendo i video arrivati dal pubblico. Ma io non ho più memoria di quei momenti e me ne vergogno”.

Broken Rage: Takeshi Kitano racconta il film

Il titolo del film si rifà ad un’altra grande pellicola del maestro: Outrage. “Con Outrage avevo tentato di realizzare degli yakuza movies moderni, mentre con questo film cerco di parodiarli, di mostrare una versione ‘rotta’, un’esperienza che unisce la serietà dell’azione alla leggerezza della parodia. È un’esperienza che fonde tutto ciò che ho fatto nella mia vita: il cinema, la televisione, e persino il mio lato comico, che ormai è parte integrante del mio modo di fare arte“. “Nel cinema tante forme artistiche sono incluse. E il cinema è l’arte comprensiva per eccellenza. Mi piace farmi coinvolgere da tutte queste forme artistiche. Lavorare come comico su un palco e le mie diverse esperienze mi hanno portato al lavoro di regista. Per me è una forma d’intrattenimento ed è la continuazione naturale di chi sono io“.

Broken Rage dura appena un’ora, quasi come un episodio di una serie televisiva. “Inizialmente, in sala montaggio, il film durava due ore e mezzo. Ma nel processo mi sono reso conto che il pubblico lo avrebbe visto dal divano di casa, o dal cellulare persino. I telefoni e lo streaming cambiano il modo di fruire del cinema e quindi il modo di pensare il film. Il film è quindi forse la mia pellicola più sperimentale. L’intrattenimento è cambiato tantissimo nel corso della storia. E l’idea di far parte di questo flusso, di questo cambiamento, mi appassiona“. “Come nella pittura, che ha centinaia di anni di storia alle spalle, il cinema si evolverà. E credo arriveremo ad un punto in cui il cinema si separerà delle sue stesse parti, un po’ come il cubismo. Penso che Broken Rage sia un primo passo verso questa separazione“.

La sala rimane la mia casa, il centro, il mio target. Ma le sfide dello streaming non sono inferiori, sono solo diverse. E, quando Amazon mi ha proposto di fare un film per loro e mi hanno concesso piena libertà, non pensavo che la sfida sarebbe stata così diversa. I metodi di fare cinema sono cambiati e sono cambiate anche le fruizioni. Dobbiamo domandarci come affrontare le prossime sfide che ci si pareranno davanti. Penso che Broken Rage abbia raggiunto un buon livello. Non eccellente, ma un livello per cui le persone pagherebbero volentieri un biglietto“.

Alessandro Libianchi

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