Cultura

Tancredi, la guerra, l’amore e la ragion di Stato

Stamattina, 8 gennaio alle 10 su Rai 5, prosegue la settimana di musica e danza con l’opera lirica Tancredi di Gioacchino Rossini

Tancredi nella versione diretta da Pier Luigi Pizzi

Va in onda su Rai 5, Tancredi, opera lirica di Gioacchino Rossini, nella versione portata in scena nel 1985, al Teatro Regio di Torino, per la regia teatrale di Pier Luigi Pizzi e la direzione musicale di Bruno Bartoletti. Sul palco Dalmacio Gonzales, Gianna Rolandi, Lucia Valentini, Roberto Scandiuzzi. Regia televisiva di Massimo Scaglione.

L’opera di Rossini, musicata su libretto in due atti di Gaetano Rossi, a sua volta tratto dalla tragedia omonima scritta da Voltaire nel 1760, va in scena per la prima volta il 6 febbraio 1813 al Teatro La Fenice di Venezia.

L'interprete di Tancredi,  Dalmacio Gonzales, in una foto giovanile - photo credits Wall Street International Magazine
L’interprete di Tancredi, Dalmacio Gonzales, in una foto giovanile – photo credits Wall Street International Magazine

Tancredi, intrigo amoroso e politico

Una vicenda di amore, intrighi e potere, ambientata a Siracusa, intorno al 1000, durante la guerra tra siracusani e saraceni, che ruota attorno  al matrimonio con Amenaide, la giovane figlia del re di Siracusa. Un matrimonio determinante e strategico per gli equilibri territoriali e politici in un contesto dove ad aggravare la situazione ci sono le faide interne tra le famiglie  di Argirio e Orbazzano.

Sono in diversi a voler sposare Amenaide, figlia di Argirio, Il nobile Tancredi, ad esempio, che la nobile sembra ricambiare, ma che è inviso alla famiglia perché sospettato di simpatizzare per i saraceni e che viene mandato in esilio.

Teatro Regio di Torino - photo credits: Wikipedia
Teatro Regio di Torino – photo credits: Wikipedia

In cambio della pace, lo stesso condottiero saraceno Solamir, fa pressioni per sposare Amenaide. Il padre Argirio però, più attento alla politica interna, è deciso ad affidare il destino della figlia a Orbazzano, mettendo fine alle lotte che insanguinano le due famiglie e i loro eserciti.

Lei però rifiuta e viene arrestata e condannata a morte. I membri del  Senato, infatti, sospettano  che sia già d’accordo con i saraceni e disposta a tradire Siracusa. Nel frattempo, Tancredi è riuscito a rientrare dall’esilio, mentre Argirio è tormentato dai sensi di colpa per dover mandare a morte la ragazza, ma la ragion di Stato non ammette tradimenti, nemmeno dalla figlia del sovrano.

Tancredi simbolo del coraggio

A segnare la svolta è l’intervento del nobile che riesce ad intervenire per liberare Amenaide, uccidendo Orbezzano, l’artefice delle menzogne contro di lei. E’ lui infatti che le ha sottratto una lettera d’amore che avrebbe tentato di inviare di nascosto a Tancredi chiedendogli di tronare a Siracusa.

L’uomo, ingelosito e ferito nel suo ego, mostra a tutti la lettera che si crede inviata a Solamir, mentre la ragazza non si difende per paura di mettere in pericolo Tancredi. Solo alla fine la questione si chiarisce e anche  il padre di Amenaiide si convince della estraneità di entrambi a qualsiasi complotto con Bisanzio. Insieme, quindi, Tancredi e Argirio guidano i siracusani contro i saraceni in una lotta vittoriosa, coronata dalla storia d’amore a lieto fine tra Tancredi e Amenaide.

Anna Cavallo

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