Il Tribunale penale di Parigi ha giudicato in contumacia e a porte chiuse l’islamologo Tariq Ramadan per aver stuprato tre donne. L’uomo è stato condannato a scontare 18 anni di reclusione. La pena, conforme alle richieste del procuratore generale, è motivata dall’«estrema gravità dei fatti». È importante sottolineare che Ramadan era stato già condannato in Svizzera nel 2025 per un crimine analogo, quale violenza carnale e coazione sessuale.
Tariq Ramadan: dal processo «farsa» alla condanna di 18 anni
Tariq Ramadan, attualmente sessantatreenne, ha lasciato nel 2021 l’Università di Oxford in cui insegnava. L’allontanamento è legato alle prime accuse rivoltegli quattro anni prima. Le tre donne, infatti, lo avevano denunciato per fatti avvenuti tra il 2009 e il 2016. Il processo effettivo è iniziato in Francia il 2 marzo scorso, ma l’uomo non si è mai presentato alle udienze. Secondo gli avvocati di quest’ultimo, la motivazione è da ricondurre a un aggravamento della sclerosi multipla di cui soffre. A seguito di una perizia medica, il tribunale francese ha ritenuto che le condizioni fisiche di Ramadan fossero idonee per partecipare al processo. È stato poi consentito di procedere in absentia, cioè anche in assenza dell’uomo, emettendo successivamente un mandato d’arresto contro di lui.
Ouadie Elhamamouchi, uno degli avvocati di Ramadan non presenti in aula, ha dichiarato: «Il processo si conclude come è iniziato, ovvero come una farsa». Elhamamouchi, rivolgendosi sempre all’agenzia di stampa AFP, ha aggiunto: «Mentre i fatti erano estremamente contestati, la severità della pena, accompagnata da un divieto definitivo di soggiorno sul territorio francese, riflette un accanimento nei confronti della persona di Tariq Ramadan». In merito al processo, la presidente della Corte, Corinne Goetzmann, ha ordinato una misura di sorveglianza socio-giudiziaria per otto anni. In questo lasso di tempo gli sarà vietato entrare in contatto con le vittime, diffondere qualsivoglia opera o attuare interventi pubblici in merito al reato in questione. Goetzmann, inoltre, lo ha condannato al divieto di soggiorno sul territorio francese, mantenendo gli effetti del mandato d’arresto emesso nei suoi confronti il 6 marzo.
Stefania Cirillo





