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Tchia Preview, la recensione: il cuore in Nuova Caledonia

Tchia è il titolo in uscita questo inizio 2023, sviluppato da Awaceb, una piccola software house originaria della Nuova Caledonia. Ho avuto l’occasione di provare una piccola preview, scopriamo insieme cosa mi ha mostrato e cosa mi ha fatto capire di come sarà il prodotto finale.

Tchia, una storia interessante

tchia preview ph credit web

Prima di parlarvi del gameplay e delle meccaniche innovative che ho potuto provare in questo titolo, voglio fare un breve commento alla storia che Awaceb ci racconta con questo titolo.

In questo gioco vestiamo i panni di Tchia, una bambina a cui è stato rapito il padre per mano dei potenti delle isole in cui vive. Il suo scopo sarà quello di ritrovare e liberare suo padre, ma per farlo dovrà viaggiare molto.

La preview comincia in medias res, ho quindi potuto provare solo parte del quarto capitolo del gioco. In particolare ci troviamo in un paesino e dobbiamo raccogliere le offerte che ci serviranno da portare al tiranno Meavora per avere informazioni su nostro padre.

Oltre alla principale, il gioco sembra contenere anche delle side-quests, che potrebbero incoraggiare l’esplorazione dell’isola, dove incontreremo tantissimi NPC che ci daranno interessanti informazioni sulla Nuova Caledonia, scopriremo piatti tipici e tanto altro.

Per quel che ho visto posso dire che la trama sembra essere abbastanza interessante e poco banale, ma mi trovo impossibilitata dal pronunciarmi più di così dato che ho visto troppo poco. Resta molta curiosità.

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Un’amica della protagonista che ammira l’orizzonte

La novità sta nell’esplorazione

Tchia presenta un gameplay con delle caratteristiche decisamente innovative. Parliamo in particolare dell’esplorazione, importantissima per il genere sandbox-open world di cui questo titolo fa parte.

La meccanica più importante del gioco è infatti quella che riguarda il soul-jumping (salto dell’anima), che ci permetterà di trasformarci in animali o oggetti e cambiare completamente il nostro modo di esplorare.
Dovete arrivare in un punto alto e non sapete come fare? Beh, trasformatevi in un uccello qualunque. Volete aumentare la vostra velocità? Perché non trasformarsi in un sasso e rotolare? L’unico limite è l’immaginazione.

Inoltre, nei panni di alcuni animali potremo svolgere delle azioni particolari, come tagliare oggetti, scavare e altre interazioni simpatiche (per esempio fare la cacca se si è un piccione). Si tratta di dettagli importanti, che riescono a rendere l’esplorazione più longeva e divertente.

Altra meccanica di movimento che ho trovato molto divertente è la possibilità di usare gli alberi come catapulte, lanciandosi da una parte all’altra della foresta e potendo osservare il mondo dall’alto.
Molto interessante anche la possibilità di utilizzare una zattera per spostarsi, che sia in mare aperto o seguendo il corso dei fiumi. Non troppo difficile da imparare e anche questo molto intrattenente.

Oltre ai sistemi di movimento, sono simpatiche anche le attività che si possono trovare sparse per le isole. Possono essere sfide di tiro, intaglio di totem, banchetti in cui provare piatti tipici e tanto altro. Sembra che per i completisti potrebbe rivelarsi davvero una bella sfida.

Altra attività che ho trovato particolare è la possibilità di suonare l’ukulele. Se fatto in autonomia può rivelarsi molto simpatico, peccato per il minigioco durante la storia che secondo me poteva essere gestito in maniera migliore e con dei comandi un po’ più comodi.

Insomma, il gameplay di Tchia si è mostrato veramente interessante, non vedo l’ora di poter giocare di più.

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Eccomi in panni granchieschi

Tchia, una poesia in grafica

Sotto il punto di vista dell’art direction, Tchia si è dimostrato davvero encomiabile.
Non solo nonostante sia una preview non ho incontrato nessun tipo di bug grafico, ma mi è anche sembrato eccezionale sotto il punto di vista della grafica.

Oltre a possedere dei personaggi ben caratterizzati dal punto di vista fisico, prima fra tutte la nostra protagonista che potremo anche personalizzare, si può dire che il gioco abbia in generale uno stile grafico originale. Quello che però mi ha lasciato di stucco è la gestione della luce.
In Tchia il tempo che scorre è ovviamente rappresentato dalla luce. Alba, tramonto, notte, non c’è un momento della giornata che mi abbia lasciato delusa. Il modo in cui hanno ricreato la luce è ai limiti della perfezione.

Insomma, potrei continuare per molto a parlare dei dettagli grafici, degli animali, dell’acqua meravigliosa che sono riusciti a ricreare, ma mi fermo qui. Sappiate soltanto che l’aspetto grafico è solo uno dei tanto punti a favore che ho notato in questa preview, e che mi fanno sperare in un titolo davvero ottimo.

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Notate quanto è bella l’acqua di questo titolo

Un indie che parla anche italiano

Come già spiegato, Tchia è un indie, quindi ero già sorpresa quando mi sono trovata davanti un doppiaggio in lingua originale (francese) così ben realizzato come quello di questo titolo.
Ma le sorprese non erano finite, il gioco ha infatti anche i sottotitoli tradotti in tantissime lingue, tra cui l’italiano. E vi devo dire che i dialoghi sono scritti veramente con cura e attenzione.

Sono certa che molti, molti titoli AAA potrebbero solo che imparare dal lavoro magistrale che piccole software house come Awaceb riescono a realizzare.

Un progetto che ha cuore

Awaceb è una piccola software house che ha origine in Nuova Caledonia e che ha deciso di sviluppare Tchia per portare la cultura della loro terra madre nel resto del mondo. Tchia infatti è ambientato in un’isola inventata che dovrebbe far parte della Nuova Caledonia.
Tutto ciò che ho pensato giocando questa preview è che mi trovavo davanti a un titolo che dietro aveva veramente tanto cuore.

Questo lo si poteva capire dalla precisione di alcuni dettagli, dalla possibilità di usare costumi tipici o di imparare a suonare canzoni tipiche e da tante altra caratteristiche che hanno il palese obiettivo di parlare del paese natio degli sviluppatori.

Pensare che un titolo come Tchia, che a livello di impegno sembra enorme, sia stato creato da una software che conta poco più di dieci componenti è veramente incredibile. Si sente che dietro c’è tanto amore per il loro paese e una grandissima forza di volontà. Brav*!

In conclusione…

La preview di Tchia mi è piaciuta molto e sono curiosa di giocarlo per intero.
In particolare ho apprezzato l’art direction e le meccaniche innovative che il gameplay presenta, oltre alla possibilità di svolgere tante attività diverse senza mai annoiarsi.
Inoltre mi ha stretto il cuore vedere tanta passione dietro un progetto, l’ho sentita e adorata tutta.
Posso quindi concludere dicendo che ci troviamo di fronte a un grande , sperando che il titolo completo sia all’altezza di ciò che ci è stato mostrato in questa preview. Ora le aspettative sono molto alte.

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Tchia e la sua amica mentre mangiano

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Federica Giorgi

Federica Giorgi

Nata a Roma nel 1999. Studia Comunicazione, tecnologie e culture digitali alla Sapienza. Appassionata di cinema, serie tv, videogiochi, fumetti e tutto ciò che concerne l'universo Nerd.
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