Trump sta valutando l’impiego di truppe statunitensi per conquistare l’isola di Kharg. L’obiettivo sarebbe quello di esercitare pressione sull’Iran affinché riapra lo Stretto di Hormuz, una delle rotte marittime più importanti al mondo per il trasporto di petrolio. Sono in arrivo nella regione circa 1000 soldati statunitensi dell’82esima Divisione Aviotrasportata dell’Esercito. Si aggiungono a altri 2200 Marines che saranno dispiegati nella regione: tutti elementi che per l’Iran rappresentano un possibile preludio a un’azione mirata proprio su Kharg Island.
Funzionari statunitensi ed esperti militari avvertono però che un’operazione di terra comporterebbe rischi significativi, incluse perdite elevate tra le forze americane. Le misure difensive iraniane renderebbero qualsiasi tentativo di invasione particolarmente pericoloso.
Il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, denuncia il rischio di una possibile “invasione” di una delle isole della Repubblica islamica senza citare espressamente Kharg. “Sulla base di alcune segnalazioni dell’intelligence, i nemici dell’Iran si stanno preparando a occupare una delle isole iraniane con il sostegno di uno degli stati regionali. Le nostre forze stanno monitorando tutti i movimenti del nemico. Se faranno qualsiasi passo, tutte le infrastrutture vitali di quello stato regionale saranno prese di mira con attacchi implacabili e incessanti”, afferma.
L’Iran non esclude la soluzione diplomatica, ma – almeno pubblicamente – continua a smentire l’esistenza di reali trattative. “Il fatto che vengano inviati messaggi attraverso Paesi amici e che noi rispondiamo con avvertimenti o esprimiamo le nostre posizioni non si chiama negoziazione o dialogo, è uno scambio di messaggi”, dice Abbas Araghchi, ministro degli Esteri iraniano. “In questi messaggi sono state sollevate idee che sono state trasmesse alle massime autorità, e se dovrà essere presa una posizione, la annunceranno”.
Teheran ha trasferito sull’isola di Kharg sistemi di difesa aerea portatili (MANPADS) e ha posizionato mine anti-uomo e anti-carro intorno all’isola e lungo la costa. L’isola di Kharg gestisce circa il 90% delle esportazioni di petrolio greggio iraniano, rappresentando un’infrastruttura strategica cruciale per l’economia del Paese.





