Race ATP: tutto può ancora succedere

Col Master 1000 di Shanghai le carte in tavola nella classifica per le ATP Finals potrebbero essere completamente rimescolate.

Ci siamo, ottobre è l’ultimo mese di tornei ATP 250, 500 e (soprattutto) 1000 che ci porteranno verso le tanto agognate Nitto ATP Finals 2019 di novembre. Con i verdetti dei tornei di Pechino e Tokyo (aggiudicatisi rispettivamente da Thiem e Djokovic), adesso si aspetta quello un po’ più importante di Shanghai. Meno gli infortunati, ci saranno tutti quelli che proveranno a fare un passo in più verso Londra.

Cosa cambia dopo Pechino e Tokyo

I principali mutamenti in classifica dopo i Master 500 che si sono conclusi domenica scorsa sono stati la qualificazione alle finali di Londra di Dominic Thiem e lo scivolamento di Matteo Berrettini in decima posizione.

L’austriaco ha finalmente disputato un ottimo torneo a Pechino dopo due mesi di brutto tennis. Sembra aver ripreso smalto il 26enne, che in rimonta strappa a Tsitsipas una finale che gli consegna il quarto titolo stagionale. Dopo Nadal, Djokovic, Federer e Medvedev, Thiem diventa dunque il quinto tennista ad essersi guadagnato un volo diretto per Londra.

Un volo che Berrettini adesso rischia di perdere. Con l’ uscita al primo turno contro Murray la scalata si complica per l’italiano sceso dall’ottava alla decima posizione. A scavalcarlo Zverev (semifinalista a Pechino e ora in ottava posizione) e Goffin (finalista a Tokyo e salito al nono posto). Matteo resta comunque in piena corsa. Le possibilità ci sono, anche se siamo agli sgoccioli. Bisognerà tirar fuori tutto il miglior tennis, a partire da Shanghai. Non male la prima contro Struff, battuto agevolmente 6-2 6-1.

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Photo Credit: Getty Images

Penultimo importante Check Point

Così come la pioggia di stamattina ha stravolto l’andamento di alcune sfide del primo turno, così il Master di Shanghai potrebbe scombussolare l’andamento della Race ATP. Eliminazioni o vittorie a sorpresa potrebbero far perdere o guadagnare posizioni importanti (Berrettini lo sa bene). E dato che sulla carta il discorso è aperto fino alla 19esima posizione, ogni punto pesa tanto.

Teoricamente, anche Pouille se dovesse andare molto avanti nel torneo, potrebbe rientrare in corsa. Almeno però dall’ottava alla trediscesima posizione, la lotta sarà veramente serrata. Zverev, Goffin, Berrettini, Nishikori (infortunato), Monfils (sconfitto stamattina da Hurkacz) e Fognini sono racchiusi nell’arco di appena 165 punti. E solo due di loro andranno a Londra. Abbastanza vicino si trova anche Bautista a quota 2405 punti, 140 in più di Zverev.

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Zverev con il trofeo vinto a Londra l’anno scorso – Photo Credit: Glyn KIRK / AFP

Una classifica estremamente dinamica che si potrebbe rivoluzionare anche ai piani alti, anzi altissimi. Sì, perché con la vittoria a Tokyo Djokovic si è avvicinato minacciosamente al primo posto in classifica, presieduto al momento da Nadal.

Il maiorchino deve fare i conti con un problema al polso che gli aveva già fatto saltare il doppio con Federer alla Laver Cup. Non disputerà dunque il torneo. Ed è qui che la volpe Nole drizza le orecchie: se il serbo dovesse vincere il torneo (cosa non impossibile, vista la forma mostrata in Giappone, dove non ha perso neanche un set), si porterebbe a soli 460 punti dal ranking n.1.

Djoker attualmente occupa la prima posizione nella classifica ufficiale ATP, e non gli dispiacerebbe arrivare nella capitale inglese seduto sul trono anche della Race ATP. Un’occasione che non può sicuramente sprecare considerando che, come detto, Shanghai rappresenta il penutlimo Master 1000 prima delle finali, e Rafa non resterà fermo a lungo. E poi, dato non irrilevante, Djokovic ha vinto già quattro il torneo cinese, compreso l’anno scorso.

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Djokovic con il recente trofeo vinto a Tokyo – Photo Credit: Koji Sasahara/AP

A ottobre vigerà un regime di selezione naturale, e solo chi è più forte sopravviverà.

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