Questa mattina il Benin, Paese africano nel golfo di Guinea, è stato teatro di un tentativo di colpo di Stato. Un gruppo di militari, autoproclamatosi Comitato militare per la rifondazione, ha annunciato sulla rete televisiva nazionale di aver deposto il presidente, Patrice Talon. L’organizzazione anche affermato di aver chiuso i confini della nazione e di avere sospeso l’attività di tutti i partiti politici.
Talon, un imprenditore di sessantasette anni, attivo specialmente nella produzione di cotone, è alla guida del Paese dal 2016, dopo aver vinto le elezioni presidenziali di quell’anno, e poi di nuovo nel 2021. Il suo attuale mandato scadrà nel 2026, e non potrà più ricandidarsi.
Com’è la situazione in Benin?
Poco dopo le dodici, tuttavia, il ministro dell’Interno, Alassane Seidou, ha dichiarato che l’esercito ha sventato il tutto. Come riferito da un portavoce, il presidente sarebbe al sicuro. La situazione, però, appare ancora piuttosto confusa, e il segnale della televisione pubblica è stato interrotto.
L’ambasciata francese in Benin ha fatto sapere, tramite X, che ci sarebbero stati degli spari nei pressi di Camp Guezo, vicino alla residenza ufficiale del presidente, a Cotonou, la città più popolosa del Paese. I giornalisti di AFP hanno dichiarato che alcuni militari avrebbero bloccato l’accesso alla rete televisiva nazionale e alla dimora di Talon. Nel resto della città, però, non sembrerebbero esserci particolari agitazioni.
Federica Checchia





