I terremoti che hanno devastato il Venezuela lo scorso mese continuano, a distanza di giorni, a manifestare le proprie conseguenze. In un clima estremamente sofferente a causa del bilancio delle vittime in costante aumento, si somma l’incertezza di una prospettiva di ripresa nel lungo periodo. I venezuelani, già messi in ginocchio dagli effetti della catastrofe naturale, esternano profondo disappunto per le manovre adottate dal governo in risposta alla crisi. Tuttavia, pare che sul fronte della ricostruzione ci siano sviluppi positivi.
Il bilancio delle vittime aumenta in Venezuela: necessario l’intervento delle squadre di soccorso internazionale
Come accennato, il bilancio delle vittime continua ad aumentare vertiginosamente ogni giorno. A seguito delle scosse di magnitudo 7,2 e 7,5, verificatesi a distanza di 39 secondo l’una dall’altra, i morti sono saliti a 5.069. Ad aggravare l’impatto ambientale e umano si sommano le 1.300 scosse di assestamento registrate da allora. Il governo venezuelano, infatti, ha affermato che 856 edifici sono stati danneggiati, 190 dei quali crollati completamente. Ad essere colpite, però, figurano anche altre strutture tra cui ponti e strade. Il più colpito ad oggi è lo stato costiero di La Guaira. Congiuntamente le squadre di soccorso internazionale si sono unite agli operatori dell’emergenza con l’obiettivo di continuare a cercare altre persone intrappolate sotto le macerie. La presidente ad interim, Delcy Rodríguez, ha definito il disastro «la più brutale catastrofe naturale» avvenuta in Venezuela.
Recentemente è giunta notizia si uno sviluppo concernente un fondo volto alla ripresa e alla ricostruzione. Rodríguez, infatti, ha dichiarato che il Venezuela ha ottenuto 346 milioni di dollari (302 milioni di euro) in risorse precedentemente congelate dal Fondo monetario internazionale. La recente manovra si mostra necessaria, specie a fronte delle oltre 20.000 persone sfollate costrette a vivere in campi sovraffollati. Le organizzazioni, inoltre, avvertono che in molti rifugi mancano forniture si acqua potabile e servizi igienici, alimentando così i timori di malattie.
Stefania Cirillo





