Tra i prossimi progetti ambientati nella saga di Star Wars ci sarà The Acolyte, la serie ideata da Leslye Headland che ha portato grandissime idee innovative ed entusiasmanti al progetto dotate dalla sua passione innata alla saga sin da piccola.

The Acolyte la serie ideata da Leslye Headland

Prima del report avevamo poche informazioni sulla serie, che comprendevano rumors sui casting, inizio delle riprese previste per Ottobre di quest’anno fino a Maggio 2023, e una presunta ambientazione cinquant’anni prima di Episodio I. Recentemente, ci ha pensato la regista Leslye Headland a darci nuove informazioni e smentirne di vecchie. Infatti, ci ha svelato che la serie sarà ambientata 100 anni prima gli eventi de La Minaccia Fantasma e la descrive come come un giallo ambientato in un’epoca prospera e apparentemente pacifica, quando la galassia è ancora elegante e scintillante.

Lo show attingerà al materiale che rientra nella categoria Legends, composto da romanzi, giochi e fumetti attualmente considerati non ufficiali. La produttrice è Kathleen Kennedy e commenta l’animo della regista dicendo: “Ciò che è meraviglioso di Leslye è che conosce tutto. Ha letto miliardi di libri dell’Universo Espanso. Ci sono dei piccoli pezzi ed elementi a cui sta attingendo che nessuno ha ancora esplorato sullo schermo”.

Nel parlare dell’Alta Repubblica la Headland la presenta così “In fase di scrittura usavamo termini come Rinascimento, o Età dei Lumi. I Jedi non sono sempre stati figure ascetiche e monacali ma vivevano in modo disinteressato e coraggioso con uniformi bianche e dorate e sembra quasi che non si sporchino mai.”

Cosa esplora la Headland in The Acolyte?

In merito alle tematiche, la Headland ha parlato di cosa vuole esplorare con questa serie, partendo da una fondamentale domanda: “Quando guardavo La minaccia fantasma mi chiedevo sempre: ‘Come si è arrivati a questo punto?’ Come si è arrivati a un punto in cui un signore dei Sith può infiltrarsi nel Senato e nessuno dei Jedi se ne accorge? Cosa è andato storto? Quali sono gli scenari che ci hanno portato a questo momento? Stiamo dando così uno sguardo agli aspetti politici, personali e spirituali che si sono verificati in un periodo di tempo di cui non sappiamo molto.”

Il titolo sembra far riferimento a un personaggio che sarà un seguace o aiuterà un leader, di solito religioso, a compiere un rituale; elementi che potrebbero essere legati a qualcuno che segue il Lato Oscuro della Forza. Infatti, Headland ha ricordato che Mace Windu esprime perplessità all’idea che ci sia un Sith in azione senza che se ne fossero accorti, ma Yoda lo smentisce sostenendo che il lato oscuro è difficile da individuare e potrebbe essere rimasto nascosto a lungo: “Quello che mi sono sempre chiesta è chi lo sta praticnado?”.

La storia sarà ambientata 100 anni prima di quanto accade in La Minaccia Fantasma e spiegherà come si è arrivati al punto in cui un lord Sith riesce infiltrarsi indisturbato nel senato, svelando cosa è andato storto. L’ambientazione temporale permetterà di mostrare un universo dove la tecnologia è molto diversa. Leslye ha sottolineato che nella trilogia originale c’è volutamente una certa decadenza e più si torna indietro più la situazione è in realtà migliore.

Inoltre, la showrunner ha aggiunto che lo stato della società sarà particolarmente positivo e quindi non ci sono particolari sommosse o proteste. Tra i paragoni compiuti dal punto di vista storico c’è quello con quanto accaduto negli Stati Uniti dopo la prima Guerra Mondiale: “Avevamo questo concetto isolazonista di non aiutare nessuno. ‘Vogliamo proteggere questa atmosfera particolare che è in corso’. Anche se atmosfera non è la parola che userebbero”.

Durante l’Alta Repubblica le uniformi jedi sono bianche e oro, trasmettendo l’idea che non debbano mai trovarsi in condizioni in cui si sporcherebbero e non devono essere coinvolti in battaglie. Per arrivare però alla situazione mostrata nella trilogia prequel ci deve essere qualcosa che accade nell’ombra e viene ignorato, permettendo a Palpatine di mettere a rischio l’intero governo. La Headland ha aggiunto: “I cavalieri jedi parlano costantemente di equilibrio. Se il lato luminoso sta proliferando ovunque, cosa accade con quello oscuro? Come si manifesta? Cosa sta facendo per sopravvivere? Perché chiaramente lo fa più avanti in questo mondo”.

La serie viene descritta come un mystery che farà luce su quello che accade sotto la superficie di una società apparentemente in una situazione incredibilmente positiva. E’stata sviluppata in collaborazione con Michelle Rejwan e Rayne Roberts: “Ciò che mi entusiasma di quelle storie è che non sai esattamente chi sono i cattivi e chi i buoni. In questo caso non sei sicuro se ti puoi realmente fidare dell’eroina“.

La showrunner si è avvicinata ai film di arti marziali e a storie un po’ più personali e meno globali e galattiche

Tra le influenze cinematografiche ci sono le fonti di ispirazione di George Lucas come i western e i film di samurai di Akira Kurosawa. La creatrice di The Acolyte ha sottolineato: “Mi sono avvicinata ai film di arti marziali e a storie un po’ più personali e meno globali e galattiche. Quei guerrieri intraprendevano missioni profondamente personali, con persone che avevano subito un torto e volevano rimediare. Film Wuxia e film di arti marziali da King Hu ai Fratelli Show. Sono monaci che sono inoltre eroi delle arti marziali”.

La sceneggiatrice ha dato l’idea di realizzare un progetto in un’epoca mai esplorata prima, ricevendo un’accoglienza entusiastica. Leslye conosceva molto bene i giochi e le serie animate: “Ho detto ‘Penso che vogliate esplorare Star Wars dalla prospettiva dei cattivi, e il miglior momento per farlo è quando sono in grande inferiorità numerica. Quando in pratica sono i perdenti’.”

La Headland ha dichairato che: “Provo molta pressione e al tempo stesso, stranamente, un’enorme libertà perché non sto lavorando con i personaggi storici, che è molto più pauroso… Non potreste mai pagarmi abbastanza da convincermi a lavorare con la linea temporale di Luke Skywalker. Direi ‘No, grazie’. Sarebbe troppo intenso, c’è troppa iconografia e intensità legata a quei personaggi.”

Star Wars da bambina era il rifugio della Headland, non è solo quella magia legata ai personaggi

La showrunner ha svelato anche un pensiero molto personale in cui racconta che da ragazzina non si sentiva a proprio agio in nessuna situazione e aveva dei problemi comportamentali, ma poteva rifugiarsi nel mondo di Star Wars grazie ai giochi e fingere di far parte di quell’universo, senza per forza pensare ai film originali, usando così la sua immaginazione. Per lei è proprio quella la magia di Star Wars e non è legata solo ai personaggi: “Fa parte della sua longevità, ma sembra un mondo più che una storia. Ma non voglio nemmeno dire e far sembrare che non si tratti di una delle migliori storie mai prodotte dalla nostra cultura”.

La saga, inoltre, si fonda sulla spiritualità e fa capire che abbiamo uno spirito oltre a un corpo. La showrunner ha sottolineato: “Spero di continuare a cercare, attraverso una storia spirituale, cosa cambia l’identità o il destino di qualcuno. Per me è il cuore della storia“.

Valeria Muratori