Cinema

“The Artist”, quando una lettera d’amore al cinema vinse l’Oscar

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Benvenuti nell’universo cinematografico di Movie Award. Faremo un viaggio nel tempo nella Hollywood della fine degli anni 20′. Parleremo di una pellicola che ha riportato in auge la bellezza del cinema delle origini e che ha vinto l’Oscar come miglior film. Abbiamo dedicato questa puntata a “The Artist” di Michel Hazanavicius.

“Per molti era una cosa non fattibile, ma io penso che bisogna sempre credere sino in fondo, contro tutto e tutti, in un progetto quando lo si abbraccia. Io credo nel muto perché si può riempire, è una forma di narrazione pura e molto eccitante: si racconta una storia attraverso le immagini e basta.”

Con queste parole Michel Hazanavicius ha parlato della grande sfida di “The Artist”. Girare un film muto ed in bianco e nero secondo i formati di 90 anni fa non era un’impresa facile in un’epoca altamente tecnologica come la nostra. Eppure Hazanavicius ha fatto qualcosa di eccezionale ricostruendo una poetica romantica di un cinema che ormai non c’è più. Il regista francese ha infatti adattato il suo stile di riprese e la fotografia del suo film all’epoca del muto restituendoci perfettamente il racconto di un’epoca in cui nasceva il mito di Hollywood come fabbrica dei sogni,

The Artist e il passaggio del muto e al sonoro

Uno dei temi centrali di “The Artist” è il passaggio dal cinema muto a quello sonoro avvenuto nel 1929. Un cambiamento epocale che travolge di fatto le vite dei protagonisti mettendoli in crisi. Un evento che può essere un chiaro riferimento ad un altro grande fatto storico come il passaggio della pellicola al digitale. L‘avvento del sonoro però non viene inteso come un elemento negativo che distrugge il cinema ma è invece una novità che apre per le porte ad un nuovo futuro. Allo stesso modo può essere inteso l’arrivo del digitale.

La vittoria agli Oscar e la polemica di Kim Novak

Nonostante l’idea non facile di riproporre un film muto ai nostri tempi “The Artist” è stato grande trionfatore agli Oscar vincendo tra l’altro nella categoria miglior film. Questo lungometraggio ha conquistato la critica non senza polemiche. Nel film sono presenti diverse citazioni cinematografiche tra cui un omaggio a Alfred Hitchcock. In particolare, in questa pellicola viene citata la colonna sonora di “Vertigorealizzata da Bernard Hermann.

Questo ha scatenato le dure accuse della protagonista del film hitchcockiano Kim Novak. Per l’attrice americana “è moralmente sbagliato per la maestria della nostra industria usare e abusare di pezzi famosi di lavorare per ottenere attenzione e applausi per qualcosa di diverso da quello a cui erano destinati “.

Stefano Delle Cave

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Stefano Delle Cave

Stefano Delle Cave è scrittore, giornalista pubblicista e regista. Laureato magistrale in D.A.M.S. all’Università di Roma Tre. Gli articoli redatti da Stefano giornalista hanno per tema il cinema, la cultura e la società civile in genere.
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