Cinema

Chadwick Boseman e l’Oscar mancato, la famiglia risponde alle critiche

L’assegnazione del premio Oscar al miglior attore protagonista a Anthony Hopkins per The Father al posto del compianto Chadwick Boseman ha causato numerose critiche sui social.

Chadwick Boseman (Black Panther, Da 5 Bloods) morto a 43 anni lo scorso 28 Agosto 2020 dopo una lunga malattia, era candidato con il film Ma Rainey’s Black Bottom. Già durante il classico in memoriam, momento degli Oscar che celebrano gli operatori dello spettacolo scomparsi lungo l’anno, la commozione era palpabile quando alla fine del video il suo volto è comparso sullo schermo. Un finale con la premiazione al miglior attore a Chadwick Boseman sarebbe stato un finale emozionante e coinvolgente (vista anche la eccezionale inversione tra il premio per il miglior film e le migliori attrici e attori).

Il finale però è stato diverso: a vincere l’Oscar è stato Anthony Hopkins (Il Silenzio degli Innocenti, Westworld) con il film The Father, che a 83 anni diventa il vincitore più anziano del premio come attore. Non essendo l’attore presente alla cerimonia, la serata si interrompe quasi bruscamente e in maniera decisamente anticlimatica.

Le reazioni sui social e della famiglia di Chadwick Boseman al mancato Oscar

Sui social sono quindi piovute critiche alla scelta dell’Academy, sia alla inversione della premiazione, secondo alcuni volta a accentuare la drammatizzazione per una molto auspicata vittoria di Boseman e quindi chiudere col botto (può anche essere come ha suggerito Gianni Canova in diretta che fosse il risultato delle pressioni del sindacato degli attori), ma soprattutto per la mancata vittoria di Chadwick Boseman.

Il fratello dell’attore, Derrick Boseman, rasserena gli animi affermando che tutti e cinque i nominati avevano la possibilità di vincere e che nessuno nella famiglia si sente “derubato” dalla mancata vittoria. Secondo lui infatti:

«Sono convinto che sarebbe successo lo stesso se Chad avesse vinto. Chadwick considerava la vittoria agli Oscar una conquista, mai una ossessione. Sarebbe stato il primo a congratularsi con Anthony Hopkins».

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