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The Batman è al cinema: ecco la nostra recensione (senza spoiler)

The Batman arriva sul grande schermo. L’attesissimo nuovo film di Matt Reeves, dedicato all’uomo pipistrello, è disponibile a partire dal 3 marzo nelle sale cinematografiche.

Ha lasciato brividi, riflessioni profonde e sensazioni irripetibili, sin dai primi minuti dell’anteprima. Lunga è stata l’attesa, alte le aspettative, totalmente ripagato lo sforzo di pazientare, per accogliere in sala un gioiello tanto brillante, quanto oscuro e tenebroso.

The Batman e Bruce Wayne

Possiamo definire così The Batman. Un film noir che si colora d’azione, sangue, corruzione. Un film buio, nel quale nella città di Gotham il protagonista è affranto, tormentato, umano e sempre alla ricerca di giustizia. “Io sono vendetta”, ci ripete spesso. Tuttavia, è proprio su questo concetto che il più delle volte cerca di riflettere, mettendo in gioco il suo conflitto interiore.

Dimenticate gli ammiccanti sorrisi di Christian Bale nella trilogia di Nolan, le feste nel suo grattacelo, battute che strappano un pensiero leggero. Qui non ci viene mostrato quel Bruce. Il film si focalizza su “The Batman”. A cominciare dalla stessa scelta del titolo, abbiamo la conferma che niente è lasciato al caso. Possiamo infatti rimproverare a Matt Reeves di aver dato poco spazio a Wayne. Molto più tempo sullo schermo è dedicato alla sua versione mascherata, nonostante la lunga durata del film. Persino Alfred (Andy Serkis), il premuroso maggiordomo di Bruce, ricopre qui un ruolo diverso da quello che conosciamo.

Eppure, nonostante queste differenti caratteristiche, lo spessore psicologico che lega l’eroe umano alla profondità del suo passato e la sua vera identità sono sempre presenti.

Bruce Wayne ha uno sguardo vigile e penetrante, le riprese lo isolano. Attento, indagatore, appare alieno rispetto agli altri. Batman è escluso, al margine, guardato male da quasi tutti i componenti della polizia della città di Gotham. Dice di agire come vigilante da due anni. Lui non vive nell’ombra, lui è l’ombra.

Il Batman di Robert Pattinson

A dispetto delle iniziali voci, Robert Pattinson è completamente all’altezza della parte. Ricopre il ruolo di un Batman che parla con lo spettatore all’inizio del film, confidando i suoi tormenti, mentre scrive sulle pagine del suo diario. Proprio lui racconta come si sente e fa i conti con il passato. La bravura di Robert Pattinson sta nel trasmettere tutto questo con la potenza di un solo sguardo. Qualcuno potrebbe superficialmente giudicarlo poco espressivo. Ma la voce dell’attore, la sua serietà, insieme anche solo ai movimenti degli occhi sotto la maschera, conferiscono al film una solennità senza eguali.

A Gotham il nostro Batman ha paura di non riuscire a cambiare la città, ha paura di non riuscire a migliorarla. Robert Pattinson è perfetto per la parte di un Batman come questo: serio, ipnotico, riflessivo, con gli occhi quasi sempre ricoperti di nero. Si muove sulla voce di Kurt Cobain, che ascoltiamo nei punti più intimi del film. Sul filo che separa la rabbia dalla speranza, c’è un Batman giovane, pensieroso e dark. Sfreccia sulla sua moto, riflette, combattendo, per fare luce sulla verità. 

L’enigmista di Paul Dano

Spiccano i dettagli, i dialoghi ben ragionati tra Batman e James Gordon (Jeffrey Wright) che tentano di risolvere il caso. Devono fermare la serie di brutali uccisioni compiute dall’Enigmista e scoprire il mistero che si cela dietro di esse.

Il Villain del film è qui interpretato da un Paul Dano. Un criminale così folle, disperato e spietato, da spaventare sino alla pelle d’oca e da farci consigliare la visione dell’intero prodotto in lingua originale. Con lui sullo schermo, lo spettatore ha il fiato sospeso. Seguiamo la colonna sonora di Michael Giacchino e, sulla poltrona, siamo terrorizzati, quasi perseguitati dalla sensazione di essere in pericolo.

A questo proposito, non mancano le note thriller. Sono infatti numerosi i momenti in cui respiriamo la paura delle stesse vittime o di chi potrebbe perdere la vita da un momento all’altro. L’Enigmista gioca con Batman per far emergere la scomode verità sul marcio di Gotham. Lascia tranelli, indovinelli, messaggi e codici. Tutti indizi che, nel corso della trama, devono essere via via minuziosamente interpretati. Il suo è un gioco malato, che ben dipinge e smaschera la realtà cittadina attraverso la sua crudeltà.

Colin Farrel, John Turturro e la criminalità di Gotham

Il film della Warner Bros, diretto Matt Reeves, che qui è anche sceneggiatore e produttore, non ha la pretesa di mostrarsi al pubblico come un film d’azione, né come un classico di supereroi, in cui si mette in risalto la spettacolarizzazione delle scene o l’eroismo del personaggio principale. The Batman lascia anzi più spazio alla psicologia e alla storia di ogni elemento presente sulla scena. Giocano una parte considerevole la logica, gli indizi, la risoluzione e il desiderio di rivalsa di orfani smarriti, in una città che sembra essere destinata a rimanere sporca e oscura. La criminalità dell’intera città, nascosta dietro innumerevoli maschere e volti, è il vero nemico del nostro eroe.

In una vicenda tanto intricata, in cui sono protagoniste la criminalità organizzata, il traffico di droga e la corruzione in politica, non possono mancare due magistrali interpretazioni: quella di Colin Farrel, (irriconoscibile) nei panni del Pinguino; e di John Turturro, che qui recita nelle vesti del boss mafioso Carmine Falcone. Entrambi i personaggi, ripresi direttamente dalla mitologia di Batman, rendono bene l’idea della corruzione e di quel marcio cittadino che intende sottolineare il regista.

Zoë  Kravitz: La Selina di Matt Reeves

Non passa inosservato il rapporto tra Batman e Selina. “Il pipistrello e la gatta”, sembra suonare bene dalla voce di Zoë Kravitz. Ancor di più ci troviamo a confermare la sua affermazione mentre osserviamo i due attori recitare sul grande schermo. Magnetici momenti di intesa, chimica, una continua lotta, un contrasto, rappresentato dalla lucidità di Bruce in alcuni momenti cruciali del film e l’impulsività di Selina. Quest’ultimo è un personaggio che non lascia lo spettatore a corto di sorprese. Approfondita e più disegnata dal regista di quanto siamo abituati a vedere, la Selina di Matt Reeves è umana. Una scelta senza dubbio approvata. Qui Selina non è solo una femme fatale. Rende giustizia ad un personaggio che non è semplicemente un’immagine ammiccante all’interno di un film su Batman. Nonostante la sua forza, non è priva di debolezze e cela il segreto su una storia, un suo passato da raccontare.

Il pregio più grande: l’atmosfera del film

Non ci sono note di dolcezza, commoventi sorrisi, spazi per l’intrattenimento. 

In quasi tre ore di film si viaggia, completamente immersi da un’atmosfera cupa, in una Gotham in cui è quasi sempre notte e in cui non manca mai la pioggia.

Dobbiamo la magia dell’estetica al direttore della fotografia Greig Fraser, che gioca spesso con i contrasti tra i colori, la ripresa dei temi giallo ocra, nero e rosso, presenti sulla locandina.

Non è facile impedire che un film dai caratteri noir e dalla così vasta  durata risulti pesante per chi lo guarda. Tuttavia, attraverso una serie di elementi minuziosamente disposti, l’opera di Reeves riesce a colpire lo spettatore a prima vista, rimanendo sempre raffinata e intrigante in ogni scena che segue la precedente. La visione del film sul grande schermo è consigliatissima, perché i toni e i caratteri così immersivi sono efficaci e travolgenti anche grazie agli strumenti e al potere della sala cinematografica.

The Batman non dimentica gli schemi e il peso dei grandi Christopher Nolan o Tim Burton. Al contrario, riesce a  cogliere da loro degli insegnamenti, unendo alcuni riferimenti che lasciano lo spettatore soddisfatto. In sala, si assiste ad un perfetto mix di elementi di tradizione e innovazione. The Batman sa intrappolare chi guarda tra le vie di una città spietata, cruda, viscida e violenta. Vuole distaccarsi dall’ideale positivo in cui tutti gli eroi sono invincibili e i cattivi perseguibili.

A metà tra le pagine di un fumetto e la grande sala cinematografica, ci accompagna come fiore all’occhiello la colonna sonora di Michael Giacchino. Con le sue note incalzanti, l’abile compositore rende la musica visibile sullo schermo, perfettamente sincronizzata con delle scene che rimarranno iconiche nella storia del cinema.

Sofia Pucciotti

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Sofia Pucciotti

Laureata alla Magistrale di Editoria e Scrittura a Roma, presso La Sapienza, cresciuta a pane, Disney e fantasia.
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