The Drama di A24, attualmente ancora in sala, sta riscuotendo un grande successo tra critica e pubblico. Il film diretto da Kristoffer Borgli mette in discussione il matrimonio attraverso un piccolo, rilevante segreto che la futura sposa confessa prima di convolare a nozze. Un segreto che plasma il modo in cui Charlie vede Emma. Il film si è lanciato sin da subito in una campagna promozionale studiata al dettaglio: dal poster diventato santino iconico, agli abiti indossati da Zendaya sul red carpet, con un preciso file-rouge semantico. Cosa c’è di geniale in questa operazione e in quale falle è invece caduta?

Una sfilata di abiti, tante domande

Zendaya ha sfilato sul tappeto nero del Regal Union Square di New York indossando un abito da sera senza spalline, nero e blu, impreziosito da piume, firmato Schiaparelli. Con quel vestito si è chiuso un cerchio semantico molto preciso, che solo alla fine, ha reso chiaro il disegno dell’operazione di marketing.

Da sinistra a destra si può notare: l’abito ‘qualcosa di nuovo’, l’abito ‘qualcosa di blu’, poi quello ‘qualcosa di vecchio’, e infine quello ‘qualcosa di prestato’

Infatti l’attrice protagonista si è prestata a quattro abiti che completassero quella folkloristica tradizione secondo cui una sposa non può non avere quattro elementi, il giorno delle nozze: qualcosa di vecchio, qualcosa di nuovo, qualcosa di prestato, qualcosa di blu. E se ripercorriamo gli abiti nelle varie premiere, tra cui anche l’abito nero sfilato proprio in Italia, a Roma, ci accorgiamo della piena riuscita dell’operazione. Quell’abito nero in particolare rappresentava qualcosa di prestato, essendo stato indossato dall’attrice Cate Blanchett. Il guardaroba delle premiere di The Drama ci ha lasciato il sapore dolce della bellezza, ma anche un retrogusto amaro. Dunque la promozione sarà stata alla fine pura genialità o frivola evasione dal reale?

Le mille idee di un tour promozionale

La promozione del film è iniziata lo scorso dicembre ed è entrata nel vivo solo a febbraio. Sempre promuovendo la linea della segretezza, riuscendo a svelare casa di produzione e team artistico solo con il passare dei mesi. Il messaggio è stato dunque chiarissimo: il segreto è sacro, tanto più nella storia d’amore del film. Rimanendo in tema d’amore, il giorno di San Valentino, A24 ha persino lanciato il sito web charlieandemmaforever.com. Il portale ufficiale per le partecipazioni alle nozze, completo di foto del fidanzamento, dettagli sulla cerimonia e una guida di viaggio per Boston. Il sito web presentava anche una collaborazione con Nuuly, un popolare sito web di noleggio di abbigliamento.

In seguito, lo studio ha aperto una cappella per matrimoni a Las Vegas, aperta solo per un giorno, invitando gli innamorati a sposarsi “alla maniera di A24”. Haim era il DJ, mentre Zendaya ha fatto un’apparizione a sorpresa per fare da testimone alle nozze. Sul posto erano disponibili anche dei souvenir, tra cui una felpa con la scritta The Drama, che presenta un testo confuso che riassume la trama e una grafica vistosa e oversize di Pattinson nei panni del suo personaggio di Twilight, Edward Cullen, accanto a Zendaya sul red carpet di Challengers.

Nel complesso, però, il marketing e il tour stampa si sono concentrati principalmente su trovate a tema amoroso. Annotiamo anche quella volta in cui il cast ha dato consigli ai fan su come affrontare i problemi di coppia nella vita reale. Una’altra volta Zendaya e Roach hanno anche sorpreso una sposa ignara regalandole un abito da sposa. Con gag come queste, la A24 non si è limitata a invitare il pubblico al matrimonio. Lo studio ha infatti immerso gli spettatori nel dramma stesso. Da un lato, la campagna mirata è un capolavoro di marketing. Ma data la natura controversa della trama e il fatto che non sia mai stata nominata esplicitamente, la promozione è stata forse troppo fuorviante? Secondo alcuni commenti sui social il pubblico si sarebbe anche infastidito dall’ inganno. Ma andiamo oltre…

The Drama: la storia reale

In The Drama, Zendaya e Robert Pattinson interpretano Emma Harwood e Charlie Thompson, una coppia che affronta gli stressanti giorni finali prima del matrimonio. Non mancano i drammi tipici di un matrimonio, come scrivere le promesse nuziali, imparare la coreografia per il primo ballo e definire il menù. Durante la degustazione, la coppia alticcia e i loro amici, Rachel e Mike (Alana Haim e Mamoudou Athie), giocano a un gioco in cui devono confessare la cosa peggiore che abbiano mai fatto.

Tutti rivelano qualcosa di veramente terribile, ma il segreto di Emma è particolarmente inquietante: da adolescente timida e vittima di bullismo, aveva pianificato una sparatoria a scuola, ma non l’aveva portata a termine. Il suo fidanzato e i loro amici sono sconvolti dalla sua confessione. Una confessione che mette a repentaglio la futura felicità coniugale della coppia, mentre Charlie fatica a conciliare questa rivelazione con l’immagine della donna che credeva di conoscere.

Un segreto da salvare, ma a che prezzo?

(SPOILER) Noi sappiamo che il segreto che Emma cela in The Drama e che rivela durante la serata alcolica è quello di aver pensato, alle medie, di sterminare tutta la sua classe con un fucile. Il film quindi si allarga per cerchi concentrici, sovrapponendo il racconto di Emma ai pensieri di Charlie, che intanto non riesce più a idealizzare sua moglie. Una storia interessante che getta luce sulla pericolosità dei segreti, sul concetto di peccato e redenzione e sulla fragilità delle idealizzazioni. Charlie infatti dopo il segreto si arena ad un punto di non ritorno, cadendo in una profonda angoscia all’idea di sposarsi.

In un tempo in cui l’educazione sessuale è ancora un baluardo lontano e in cui il tema della liberalizzazione delle armi in America fa sempre più danni che altro, questo film cade a fagiolo per interrogarne le riforme. Comprendiamo che al team artistico stesse a cuore tenere quanto più possibile celato il segreto della storia, ma è davvero più importante pubblicizzare le nozze, oggi, sui red carpet che sfruttare quel clamore mediatico per parlare di temi realmente bollenti? E se pure si fosse salvaguardata la promozione dagli spoiler, perché il film stesso non ha spinto sul tema? trasformando la storia di questo frivolo ‘drama’, a cui allude il titolo, in un vero ‘dramma’?

Una sceneggiatura centrifuga con tante occasioni perse

La pellicola del regista scandinavo sorprende dal punto di vista visivo, e questo va riconosciuto. The Drama sfodera una grande innovazione delle tecniche di montaggio e di fotografia, rendendo il pattern rarefatto, quasi onirico. Come onirico è il contenuto. Infatti il linguaggio narrativo del film è dialogico ma anche psichico, schiacciato sul punto di vista di Charlie che è tutto interiore, tutto mentale, tutto votato all’autodistruzione.

Ma la sceneggiatura non rende giustizia ad un’ orchestrazione fotografica tanto riuscita. (SPOILER) Il finale di The Drama, dopo che il film gira a vuoto sullo stesso colpo di scena, che esplodendo già nel primo atto, fa andare a picco tutto il resto, non solo non è esplosivo ma perde il baricentro. Non c’è dubbio che venga fuori con chiarezza una solida arena di scontro: “cosa faresti se ti confessassi un segreto del genere?”. La domanda sorge spontanea in ognuno di noi, verso il proprio partner, reale o pensato. Tuttavia in questo modo si inabissa tragicamente il tema delle armi nelle scuole, il tema della salute psichica e mentale, il tema della redenzione. Temi che proprio grazie a questa grande operazione promozionale avrebbero avuto un efficace occhio di bue, intercettando un pubblico giovane e attivo.

La salute del singolo prima di quella della coppia

Altra occasione persa da sottolineare del caso The Drama è il fatto che, alla luce di quel finale aperto, che lascia intendere un riavvicinamento tra i due, passi totalmente in secondo piano il messaggio della cura mentale del singolo, prima ancora di quella della coppia. Emma ha vissuto tante vite nell’età della preadolescenza ma alcuni dei suoi gesti, che Charlie ripercorre col pensiero, fanno intendere che il suo passato segnato dal bullismo non sia stato correttamente superato.

E allo stesso modo i comportamenti di Charlie dopo quel segreto non sono meno discutibili. L’uomo si spinge quasi al tradimento mentre si strugge per l’intero film, senza riuscire ad andare oltre. I due si sposano ma qualcosa sembra rotto. C’è qualcosa che dunque andrebbe aggiustato, non nel loro matrimonio ma ciascuno di loro, preso singolarmente.

Il film per questo avrebbe potuto parlare con maggiore chiarezza dell’importanza della cura del proprio benessere personale prima di puntare a cucire a tutti i costi l’idea del matrimonio. La terapia, la cura del proprio animo, la risoluzione dei traumi, come passaggio fondamentale per la guarigione e una corretta vita sentimentale. Tutto questo però muore sul nascere. The Drama piazza in cima alla sua torta nuziale due attori che brillano e si spengono nella loro stessa luce di ‘icone’; mentre il film non ha il coraggio di sporgersi fuori dallo schema della drama-comedy. The Drama alla fine riesce in questo: salvaguardare quella patina dorata e semplicistica che sposta lo sguardo dall’altra parte, salvando il suo segreto, sì, ma forse davvero, stavolta, imperdonabile.

Doriana Gatta