Arriva a Roma al Teatro Belli IN THE NIGHT TIME (BEFORE THE SUN RISES) il testo della drammaturga Nina Segal in scena dal 24 al 26 novembre. La traduzione è curata da Emilano Russo che firma anche la regia. Sul palco Marcello Gravina e Diletta Masetti.
Vi siete mai chiesti se fare un figlio sia un atto di grande responsabilità o di puro egoismo? Considerati il costante bombardamento dei titoli dei giornali e le notizie di tragedie umane, di catastrofi naturali e sugli scontri politici globali, possiamo davvero giustificare la volontà di due persone di mettere al mondo un bambino? Con In the Night Time (Before the Sun Rises), Nina Segal ci mette davanti, in maniera allucinatoria, alle paure di una coppia che decide di avere il primo figlio. Durante una notte qualunque, un uomo e una donna cercano di calmare il pianto della loro bambina – ma con il passare delle ore, i due iniziano ad accusare la perdita del sonno e il mondo intorno a loro inizia ad andare in pezzi, e gli orrori che affliggono il nostro pianeta si riversano nella camera della bambina. Decidere di fare un figlio in un modo dilaniato come il nostro, sarà stata una buona idea?
Nina Segal trasforma una nursery in un’arena dove una coppia spaventata, si interroga sui propri incubi e sulle catastrofi globali. Segal descrive una giovane coppia, formata semplicemente da Uomo e Donna, che si incontra, fa un bambino e che confrontandosi con le tensioni e le paure del crescere un figlio, si confronta in realtà con le angosce del mondo: ecco che lo spazio confinato di una cameretta viene invaso dagli orrori infernali che vivono all’esterno.
L’opera di Nina Segal ci mette davanti a una raggelante verità.
E’ molto più complessa di quanto possa sembrare: quella che sembra una semplice storia di coppia è in realtà piena di riflessioni su quale sia il proprio posto in un mondo distrutto. Segal ci sfida a vedere la procreazione come l’ultimo estremo gesto di ottimismo: come possiamo sapere se la persona che creeremo renderà il mondo un posto migliore o peggiore? Ci fa riflettere inoltre sul fatto che generare una nuova vita possa essere un modo per trovare un senso in un mondo disordinato e caotico pieno di terrore.
Un’opera affascinante, audace e aggressiva che è tanto intelligente quanto divertente e provocatoria.
Non resta che vederla!
Maddalena Tortora





