Anche quest’anno i migliori 50 del mondo si sfideranno al TPC di Sawgrass per quello che è da tutti considerato il “Quinto Major”, The Players Championship.
Il Florida Swing
Come ogni anno, il main event del Florida Swing (l’insieme di tornei giocati consecutivamente in Florida) è il The Players.
Ritenuto da sempre il quinto Major, il The Players è il banco di prova dei grandi campioni.
Da sempre giocato al TPC di Sawgrass, magnifico campo disegnato da Pete Dye, con una delle buche più conosciute del mondo del golf: la 17.

La 17esima buca
Un corto par 3 con un green a isola molto mosso, con un bunker a protezione che entra in gioco soprattutto quando l’asta è a destra.
Un green che da sinistra a destra vede dapprima una forte pendenza verso l’ostacolo d’acqua, fino alla parte destra, più pianeggiante ma stretta. Zona che solitamente ospita la bandiera dell’ultimo giro.
137 yds totali, 26 yds di green. Migliaia di persone intorno che lo rendono incredibilmente stretto. E anche i primi 50 al mondo, improvvisamente, si sentono piccoli. Sono i 124 metri che (solitamente) s’affrontano con un wedge, i più lunghi ed insidiosi della loro carriera. Dopo aver tirato bombe ed aver fatto colpi miracolosi, tutti, ma proprio tutti, si ritrovano a 124 metri dalla bandiera ed all’improvviso diventano “uguali” a noi.

E quante palle in acqua…
Dal 2003 ad oggi, le palline finite in acqua sono state ben 811 con il picco massimo nel 2007 con 93 palle inghiottite da quello specchio d’acqua.
L’anno scorso siamo arrivati a 45.
Bisogna gettare il cuore e la pallina oltre l’ostacolo, per metterla in quel francobollo. Su quel green di vetro con quella salita nella prima parte che ricorda uno scivolo lungo il quale correre… per poi cascare in acqua.
Non bastano i racconti, le hole in one, i par salvati proprio dal tee oppure il 12 fatto dal povero Bob Tway nel 2005 dopo 4 palle in ostacolo e successivi 3 putt.
L’unico modo per godere di questo spettacolo è guardarlo, soffrendo insieme agli idoli che lo creano.
Il TPC non è solo la 17. É un percorso Tree Line spettacolare dove a difendere il titolo ci sarà niente meno che Rory Mcilroy, il numero uno mondiale.
Lo scorso anno ha vinto con un epico inseguimento di un giovane vecchietto Jim Furyk. L’americano non aveva di certo la lunghezza del Nord Irlandese, ma la tenacia, la voglia ed un putt talmente caldo che avrebbe potuto fonderlo, il trofeo. Troppo forte e troppo voglioso Rory per non portarlo via con la forza.

Quest’anno il field non vedrà Tiger Woods (2 volte campione a Ponte Vedra Beach) ma ospiterà il rientro di Francesco Molinari, dopo aver preso la pesantissima decisione di non difendere il titolo la scorsa settimana all’Arnold Palmer Invitational per un dolore alla schiena.
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15 milioni di dollari il montepremi: 2,7 dei quali andrà al vincitore.
Tra i papabili quest’anno vediamo di sicuro:
– Justin Thomas, ex leader FedexCup, a pochi centesimi da un ragazzino prodigio.
– Im, vincente due settimane fa e secondo all’Arnold Palmer. Il ROY 2019 è sorprendentemente (ma non troppo) leader della Fedex. Sta tenendo un ritmo tanto alto, forse troppo?
– Fleetwood, non vince ma convince. Sfiora la vittoria due settimane fa ed è sempre in lizza. Sta swingando come un violino e potrebbe portarsi a casa il torneo più importante della sua carriera sino ad oggi.
– Rory, basta il nome. Non crollasse un giro ogni 72 buche sarebbe il primo al mondo per distacco.
Non ci resta che aspettare giovedì per il primo Tee Shot. Ogni singolo colpo di questo torneo non si può perdere.
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