“The Promised Neverland”, Recensione

Oggi vi parlerò di uno straordinario shonen thriller, “The Promised Neverland” manga scritto da Kaiu Shirai e disegnato da Posuka Demizu. L’opera ha ottenuto un adattamento animato andato in onda all’inizio del 2019 ed è attualmente disponibile su VVVViD. La serie animata conta 12 episodi mostrando nella sua interezza il primo arco narrativo del manga, per l’esattezza i suoi primi 36 capitoli. “The Promised Neverland” è un prodotto ben scritto, originale ed interessante, a breve vi spiegherò perché è doveroso recuperarlo.

Trama

Emma, Norman e Ray sono tre orfani di 11 anni che vivono presso un orfanotrofio di campagna in stile vittoriano gestito da una figura materna. La loro vita scorre pacifica, tra gioco, riposo e test attitudinali giornalieri. Dall’orfanotrofio è impossibile vedere il mondo esterno dato che è circondato da un’enorme fortificazione a cui è vietato avvicinarsi. Un giorno una bambina dell’orfanotrofio di sei anni di nome Conny viene presa in adozione da una famiglia e si appresta a lasciare la struttura ma per errore si dimentica un pupazzo a cui era molto affezionata. Emma e Norman se ne accorgono e nonostante sia ormai buio, decidono di riportare il peluche alla loro amica prima che parta definitivamente. Si dirigono quindi verso l’enorme fortificazione: il cancello è sollevato per cui si dirigono al suo interno, dove vedono un camion. Guardando all’interno del veicolo vedono il corpo senza vita di Conny.

I due ragazzi, ancora terrorizzati da ciò che hanno visto, sentono arrivare qualcuno e decidono di nascondersi sotto il camion e il loro stupore e la loro paura non può che crescere ulteriormente: ad essere arrivati infatti sono due demoni, i quali rivelano di mangiare i bambini provenienti dall’orfanotrofio. Poco dopo sopraggiunge sul luogo la donna che si prende cura dei bambini dell’orfanotrofio e inizia a dialogare con i due esseri.

Emma e Norman nel frattempo sono scappati dimenticando però il pupazzo di Conny sotto il camion: a causa di questo la donna capisce che qualcuno dei suoi bambini ha scoperto la verità e deve capire di chi si tratta. I due ragazzi decidono di scappare da quella trappola infernale, anche perché ascoltando il dialogo fra la donna e i demoni hanno sentito che i prossimi ad essere mangiati saranno “quelli col punteggio più alto”, ovvero Emma, Norman e Ray. Dopo aver rivelato la sconcertante verità anche a Ray, i tre ragazzi decidono di unire le forze per cercare di fuggire e salvarsi. (fonte Wikipedia)

Recensione & Opinioni

Il punto più positivo di “The Promised Neverland”, come già accennato, è il suo eccellente livello di scrittura. L’autore riesce a creare momenti di tensione davvero ben studiati, grazie ad un continuo crescendo narrativo, che sfociano in momenti risolutivi emozionanti e che lasciano spesso spiazzati.

La costruzione dei personaggi è un ulteriore altro fiore all’occhiello. I tre protagonisti Emma, Norman e Ray hanno caratteristiche complementari fra loro. L’eccessivo altruismo di Emma viene controbilanciato dall’estrema freddezza di Ray che a sua volta viene portato spesso a compromessi dal carisma e genio di Norman. La “mamma“, l’antagonista principale, è un personaggio spietato e calcolatore, che nasconde abilmente i suoi veri intenti dietro ogni suo piccolo gesto di madre amorevole. Ogni azione o dialogo da lei compito, è atto a smascherare o fermare, i piani di fuga dei nostri protagonisti, rimanendo per quasi tutta la durata del primo arco narrativo, un personaggio misterioso, inquietante e davvero carismatico.

L’ambientazione, inizialmente una falsa utopia, si sgretola ai primi accenni di trama, trasformando un gioioso orfanotrofio in una abominevole fattoria con diversi elementi già visti nei lager, come le divise bianche indossate dai bambini o i codici numerici tatuati sui loro colli. Gioia e spensieratezza, lasciano spazio ad angoscia e disperazione. Gli episodi sono composti da continui scontri intellettuali atti ad accumulare risorse ed informazioni in previsione di una futura grande fuga. Proprio la totale mancanza di informazioni concrete è il vero elemento di tensione ed assoluta incertezza che aleggia su quasi tutta l’opera. In quanto shonen, ovviamente, i problemi proposti non sono mai troppo complessi, ma l’autore tende a sovrapporne diversi, dipingendo un quadro generale da incubo.

Problemi della Serie

Difficile trovarne problemi davvero rilevanti. Si potrebbe argomentare, che l’età generale dei protagonisti è troppo bassa per rendere vagamente plausibile la maturità di alcuni ragionamenti. Posso anticiparvi però, che questo elemento in seguito a nuove scoperte, troverà in parte una sorta di giustificazione. Ulteriore appunto: anche se le animazioni sono molto colorate e pulite, purtroppo non rendono giustizia al particolare tratto del maestro Posuka Demizu nella sua versione cartacea. Giudicate voi stessi.

Qualità Tecniche

L’adattamento animato è stato diretto egregiamente da Mamoru Kanbe, che ricordiamo per la regia di altre serie come Elfen Lied e Cardcaptor Sakura. Produttore è lo studio CloverWorks che ricordiamo per i recenti “Darling in the Franxx” e  “Seishun buta yarō”. Quest’ultimo già trattato in una precedente recensione.
La soundtrack è piacevole e ricca sia di fascino che di tensione. In particolare la ninna nanna canticchiata spesso dalla “mamma” che in se nasconde un certo significato.

Conclusione

“The Promised Neverland” è uno shonen potente e d’impatto. L’ottimo livello di scrittura sia per quanto riguarda la trama che i personaggi, unito ai forti temi trattati, rendono l’opera una vera piccola perla degli ultimi anni. Ricco di tensione e suspense, il manga è un vero “must” per tutti gli appassionati di shonen e non. Se avete dubbi sul cominciare o meno il manga, vi consiglio la visione del suo buon adattamento animato per il quale è già stata ufficializzata l’uscita di una seconda stagione per il 2020.
Voto personale 8 e mezzo / 10.