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The Sandman, i fumetti di Neil Gaiman diventano una serie: il trailer

The Sandman, basata sull’omonima serie a fumetti di Neil Gaiman pubblicata dalla linea Vertigo di DC Comics, esordirà in tutto il mondo portando al popolo della tv via streaming quel mondo fatto di dark-fantasy, mitologia e dramma storico che gli appassionati di fumetto conoscono già alla perfezione.

Settantacinque i numeri pubblicati tra il 1989 e il 1996 per una saga di fumetti che ha collezionato appassionati di tutto il mondo, talmente estesa da rendere quasi impossibile il suo adattamento in una serie televisiva. E infatti i tentativi andati a vuoto sono stati diversi, almeno fino a quando Allan Heinberg, già mente di The O.C. e The Catch, non ha realizzato undici puntate, disponibili su Netflix dal 5 agosto.

Le riprese sono iniziate nell’ottobre 2020 in Inghilterra, per poi fermarsi, come tutte le produzioni, per via della pandemia, e ora è una tra le serie più attese di Netflix, soprattutto da parte degli appassionati del genere.

L’ultimo tentativo di trasporre i fumetti di Neil Gaiman c’era stato nel 2013, quando Warner Bros annunciò di voler realizzare un film diretto e interpretato da Joseph Grodon -Levitt, un progetto che però non è mai andato in porto.

Ma a rincuorare anche i non appassionati del fumetto ci pensa Allan Heinberg. “Non voglio che le persone non necessariamente appassionate di fantasy si perdano The Sandman, – ha spiegato lo showrunner – perché il centro del racconto è un dramma relazionale. È una soap opera di famiglia, incentrata su un re con una vita amorosa terribile, pronto ad affrontare gli errori che ha commesso in passato e impostare le cose nel modo giusto. Penso che la serie riguardi, in definitiva, cosa significa essere umani nel senso migliore del termine e in quanto tale, è profondamente intima e riconoscibile, oltre che divertente, commovente e straziante”.

La trama della versione seriale si rifà ai primi capitoli dei comics (staremo vaghi di proposito, ma Gaiman stesso ha dichiarato che la stagione si sviluppa attorno a Preludi e notturni e Casa di Bambola) saltando qua e là da una storia all’altra. L’eponimo Sandman è Morfeo, Signore del Regno dei Sogni, una creatura immortale dall’aspetto lugubre che fa parte degli Eterni, le incarnazioni antropomorfe delle emozioni umani: Sogno (Dream), Distruzione (Destruction), Delirio (Delirium), Disperazione (Despair), Destino (Destiny), Desiderio (Desire) e, naturalmente, Morte (Death). Un grottesco equivoco costringe Dream prigioniero di un essere umano per molti anni, e solo dopo un lunghissimo periodo di isolamento può tornare nel Regno dei Sogni, abbandonato e in rovina, e dedicarsi alla sua ricostruzione, imbattendosi di volta in volta in personaggi memorabili e rievocando incontri del passato. 

Quello di The Sandman è uno dei comics più colti, eleganti e dark mai scritti, è veramente fatto della materia di cui sono fatti i sogni, per citare quello Shakespeare che sulle pagine dell’opera di Gaiman prende vita come un personaggio singolare. Gaiman ha affermato di aver trascorso gli ultimi lustri a contrastare i tentativi degli Studios di farne una versione cinematografica o televisiva, memore degli innumerevoli precedenti che costellano la realtà delle trasposizioni dei fumetti. Alla fine ha deciso di affidarsi a David S. Goyer (che ha lo zampino in quasi tutti gli adattamenti di fumetti di Hollywood, da Blade a Il cavaliere oscuro), con il quale ha firmato la sceneggiatura della prima (di dieci) puntate. Il risultato? La versione di Netflix non ha niente da spartire con i flop ispirati ad altre pietre miliari del fumetto e dell’animazione come Death Note o Cowboy Bebop, e per questo siamo grati. L’adattamento riesce a riprodurre l’atmosfera impalpabile del fumetto e Tom Sturridge nei panni dello spettrale Morfeo è incredibilmente simile al suo corrispettivo cartaceo. 

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