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Thor, il multiverso e Gorr tra Waititi e Jason Aaron

Siamo reduci da poco della visione di Thor: Love and Thunder, il coloratissimo film di Taika Waititi, in cui per la prima volta sugli schermi cinematografici abbiamo visto Gorr il Macellatore di Dei, un personaggio che però a livello fumettistico aveva già scaturito interesse, specialmente in uno dei cicli di Thor più belli di sempre, quello scritto da Jason Aaron e disegnato da Esad Ribic ed altri talentuosi disegnatori.

I tre Thor di Jason Aaron

Thor, il multiverso e Gorr tra Waititi e Jason Aaron

La cosa straordinaria di questo ciclo è che prende inizio nel 2013 e per comprenderlo non bisogna sapere proprio nulla di pregresso sul dio del tuono, perché fa parte del progetto Marvel NOW!, un rilancio del mondo supereroistico Marvel che prende piede alla fine del 2012. Tutto quindi comincia con Jason Aaron nel suo Thor: God of Thunder e proprio con una storia che ha come antagonista Gorr il Macellatore di Dei. I primi quattro albi di Aaron ci presentano il nostro supereroe divino in tre linee temporali differenti: passato, presente e futuro.

Il Thor del passato ancora non è degno del Mjolnir e brandisce ancora Jarnbjorn, una pesante ascia in acciaio asgardiano; il giovane affronta Gorr per la prima volta, ma è troppo pieno di sé e immaturo per riuscire a sconfiggerlo. Il Thor del presente invece vuole ritrovare Gorr a tutti i costi perché è a conoscenza della grave minaccia che è diventato, sa di tutti gli dei che stanno cadendo nelle braccia della morte per conto suo, e vuole rimediare a tutto ciò prima che sia troppo tardi. Il Thor del futuro è vecchio, stanco, sfinito, ed è l’unico dio rimasto, sconfitto da Gorr prima moralmente e poi fisicamente con la resa finale che emerge dalle sue ultime parole:

“Gorr, hai vinto! Thor è sconfitto”.

Sono quattro albi incredibili questi, Thor è disegnato in modo impeccabile in ogni sua fase, le pagine odorano di inchiostro vivo e colorato. Sebbene la storia per molti versi è diversa da quella presentataci da Waititi, esteticamente la resa dell’immagine è incredibilmente simile. Quattro primi albi che la Panini ha voluto relegare in un piccolo brossurato formato Bonelli intitolato Thor: Integrale, pagine che non si può fare a meno di risfogliare anche una volta terminata la lettura.

Il multiverso e la presenza di Iron Man

Una chicca imperdibile è la presenza di Tony Stark nelle vesti di un Iron Man rivisitato nel suo costume metallico nero e dorato, che aiuta Thor nella ricerca di Gorr e diventa un inviato per conto del dio del tuono sul Monte Olimpo per avvertire i dei della Terra.

C’è davvero tanta mitologia in questo ciclo e qualcosa che ha a che fare fortemente con il multiverso, infatti i tre Thor di Aaron non si limitano a stare nella propria dimensione, il quarto albo termina proprio con Thor contemporaneo approdato nella dimensione del Thor oramai stanco e anziano che sta per firmare la vittoria di Gorr invocando il proprio ultimo respiro.

Aaron ci fornisce dunque la Bibbia ufficiale del Thor più vicino a quello cinematografico, ma allo stesso tempo con una profondità psicologica più marcata e ci presenta un villain dalle sfumature “smigoliane” che si preannuncia essere uno degli antagonisti più interessanti del Marvel Universe.

Sara Di Luca

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