“Le donne fanno il cinema: amplifichiamo la loro voce. Quando chiediamo più spazio alle donne non è qualcosa di nuovo, ce ne sono sempre state dalla creazione di questo mezzo. Ci si dimentica spesso di quante donne lavorano in ogni ruolo nelle troupe. Si tratta di amplificare la loro voce. Le donne fanno il cinema. È un fatto. L’arte e il cinema particolare è una terra senza frontiere, di libertà assoluta. Non mi interessa la recitazione in sé, ma la performance. Non mi sento un’attrice, non penso da attrice, non so recitare in senso professionale. Perché non vestire i panni di una donna di 150 anni o di un uomo? In realtà sono una dilettante. E non ho mai scelto un ruolo, ma le persone.” Un’idea tutta sua del lavoro, totalmente sovrapposta alla vita. Tilda Swinton, l’attrice del fascino dell’imperfezione e delle mille maschere, anche grottesche ed eccessive, compie oggi 61 anni. Ricordiamo insieme, cinque ruoli cult rivestiti da questa strepitosa attrice britannica.

Le mille sfumature di Tilda Swinton

Androgina, ambigua, seducente, magnetica, colta ed intelligente: è proprio lei, Tilda Swinton, la performer dai mille volti. L’attrice britannica inizia la sua carriera a teatro presso la Royal Shakespeare Company e il Traverse Theatre di Edimburgo, ma decide ben presto di dedicarsi al cinema e ad altre forme d’arte sperimentale, come le avanguardie performative. In questo senso si avvicina all’arte performativa del regista, pittore e scenografo inglese Derek Jarman, attivista per i diritti LGBT, di cui Tilda diventa vera e propria musa.

L’esordio cinematografico avviene nel 1997 con il film “Caravaggio“, diretto da Jarman. Da quel momento in poi il cinema diventa sinonimo di vita per l’attrice, che riveste ruoli sempre diversi, divenendo tra le interpreti più intense e apprezzate del nuovo millennio. Tilda riesce a muoversi sinuosa viaggiando sulle due linee parallele dei film Blockbuster come “Doctor Strange” e “Avengers: Endgame” o “Le Cronache di Narnia“, fino al cinema d’autore più sottile e raffinato come nei ruoli vestiti in “The Souvenir” e …”e ora parliamo di Kevin“, rendendo ogni ruolo iconico e unico.

Nel 2008, il talento camaleontico e multiforme di questa splendida attrice scozzese, e la sua superba capacità attoriale, le assicurano un Oscar come Migliore attrice non protagonista per “Michael Clayton“, pellicola esordio alla regia per lo sceneggiatore Tony Gilroy.

Buon compleanno alla glaciale regina del Cinema!

Arianna Panieri

Facebook, Instagram, Metropolitan Magazine