Todd Lyons, direttore ad interim dell’ICE (Immigration and Customs Enforcement), lascerà il proprio incarico a fine maggio. La decisione arriva dopo un anno decisamente turbolento, trascorso ad attuare la politica anti migratoria di Donald Trump. L’ufficiale, alla guida dell’agenzia da marzo 2025, si farà da parte al termine del prossimo mese per passare al settore privato. Ad annunciarlo, giovedì, è stato il Segretario alla Sicurezza Interna Markwayne Mullin.

La dichiarazione di Mullin non ha fornito dettagli sul suo successore, e il Dipartimento e la Casa Bianca non hanno ancora risposto immediatamente alle richieste di chiarimenti. Le dimissioni di Lyons giungono in un momento in cui l’ICE si trova ad affrontare crescenti critiche per le sue modalità violente e aggressive in tutto il Paese. Negli ultimi giorni, ha destato scalpore la recente sparatoria in California, durante un controllo stradale, che il direttore ha difeso.

Il cerchio si stringe intorno a Todd Lyons, che lascerà l’ICE il mese prossimo

Lyons, che ha iniziato a lavorare per l’ICE come agente in Texas nel 2007, è stato sottoposto a crescenti pressioni da quando, a gennaio, alcuni agenti hanno ucciso Renée Nicole Good e Alex Pretti a Minneapolis. Quando il direttore ha testimoniato davanti al Congresso, dopo le sparatorie, si è rifiutato di chiedere scusa alle famiglie delle vittime. Non ha voluto neanche specificare se condividesse o meno le affermazioni di Trump, secondo cui i due cittadini statunitensi fossero dei “terroristi interni”.

A gennaio, il giudice federale capo del Minnesota ha convocato Lyons a comparire davanti al suo tribunale, avvisando che il capo dell’ICE avrebbe potuto essere accusato di oltraggio alla corte per aver disobbedito agli ordini. Questi ha accusato l’amministrazione Trump di aver ignorato le ordinanze del tribunale in un momento di forte aumento delle cause per arresti illegali di immigrati.

I cittadini statunitensi disapprovano l’operato dell’ICE

L’ufficiale ha dovuto affrontare anche le feroci polemiche sulle condizioni nei centri di detenzione dell’ICE, comprese le grandi preoccupazioni relative all’enorme struttura di Dilley, in Texas, che ospita famiglie e bambini. Sotto la sua guida, l’agenzia si è vantata di aver arrestato “i peggiori criminali”. Un’analisi del Guardian, risalente a febbraio, ha però rilevato come la stragrande maggioranza delle persone che si sono trovate ad affrontare per la prima volta un procedimento di espulsione nel 2025 non avesse precedenti penali.

Gli ultimi sondaggi hanno inoltre mostrato un crescente sentimento anti-ICE negli Stati Uniti. Un’inchiesta di febbraio ha rilevato come quasi due terzi degli americani siano convinti che l’agenzia si sia spinta troppo oltre, e uno successivo ha riportato che metà degli americani vorrebbe vedere la sua abolizione. Anche Fox News ha evidenziato come sei elettori su dieci disapprovino l’operato dell’ICE.

Federica Checchia