Torino, vetrine sfondate e disordini nella notte

Fonte: TPI.it

Durante le proteste per il nuovo Dpcm, il centro di Torino è stato teatro di una guerriglia urbana. Il centro della città, soprattutto piazza Castello e le vicine vie, un gruppo di ragazzi ha approfittato della situazione per saccheggiare il negozio di Gucci.

Furti al negozio di Gucci

I carabinieri hanno arrestato due cittadini, di cui uno ancora minorenne, per i furti al negozio di Gucci. Altri tre ragazzi, invece, son stati arrestati per furto aggravato nel negozio di Louis Vuitton Tra le forze dell’ordine, i feriti son stati una decina.

Origine della protesta

La protesta era stata presentata come una manifestazione pacifica, volta a protesta contro le nuove decisioni del governo per fronteggiare l’avanzata del Coronavirus. Quello che però è accaduto è stato uno scenario che si è trasformato in due ore di lanci di bottiglie, pietre bombe di carta contro le forze dell’ordine.

I fermi

Decine di manifestanti son stati fermati: al momento ci sono stati sette arresti e due denunce per accuse che vanno dalla resistenza al pubblico ufficiale fino ad aggressione aggravata.

Le altre proteste in Italia

A Napoli, invece, si è verificata una manifestazione pacifica in piazza del Plebiscito fino alla sede della Regione Campania. Alla fine della manifestazione, il corteo si è sciolto e solo un centinaio di manifestanti ha deviato le strade ma son stati subito bloccati dalla polizia.
A Trieste, invece, i manifestanti hanno lanciato fumogeni contro la prefettura. I gesti di violenza son stati condannati dal al governatore Massimiliano Fedriga e dal sindaco, Roberto Dipiazza: «la partecipazione di migliaia di persone pacifiche, che hanno espresso il loro dissenso in modo civile e composto. […] Pochi facinorosi, che nulla hanno a che fare con esse» che hanno «tentato di avvelenare il clima alimentando inutili tensioni».
Disordini anche a Lecce, dove i lavoratori son scesi in piazza al grido di “Libertà, libertà” in cui uno dei cartelli esposti diceva “Meglio il rischio di morire di Covid che la certezza di morire di fame”.

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