Formula 1

Toto Wolff della Mercedes affonda: “Fomula Uno non è wrestling…”

Scontro dalle infinite discussioni, quello tra Lewis Hamilton e Max Verstappen. Ancora diffuse le polemiche sull’ultimo GP di Abu Dhabi, gara che ha visto Michael Masi forzare la procedura di ripartenza in regime di Safety Car, concedendo così quell’ultimo giro che ha permesso poi all’olandese di battere il britannico. Evento in cui non sono certo mancate successive provocazioni. Tra tutte, il paragone alla serie Netflix Drive to Survive, cosa che non pare aver lasciato inerte Toto Wolff. Sostenuta così dal team principal la necessità per la F1 di non sacrificare se stessa con il solo scopo di fare spettacolo, rimandando allo stesso “caso Safety Car” e a una lettura freestyle del regolamento. Una credibilità in F1 da mantenere.

Un discusso GP di Abu Dhabi. Wolff per la credibilità: “La coerenza dell’applicazione delle regole è importante”

Incoerenza nelle regole, procedure forzate, possibile manipolazione della gara. Questo quanto emerso dalle polemiche successive al GP di Abu Dhabi. Varie contraddizioni che hanno poi spinto Toto Wolff a sottolineare fortemente quanto la F1 non debba perdere se stessa all’inseguimento dello spettacolo a tutti i costi:

“Le regole sono le regole, la coerenza dell’applicazione delle regole è importante e nessuna decisione dovrebbe mai avvenire in contrasto con le regole solo per rendere più entusiasmante l’azione in pista”, ha infatti sostenuto il team principal Mercedes su GP Fans.

Un evento che ha dato prova di una gestione gara antisportiva da parte di Masi, secondo come è stato definito da Wolff. Più che discusse le decisioni del Direttore, culminate poi in un finale di Yas Marina paragonato dall’austriaco alla “mano de Dios” di Diego Armando Maradona, celebre gol di mano siglato nei quarti di finale del Mondiale 1986 contro l’Inghilterra.

Tante le discussioni dopo il GP. Wolff in risposta all’ennesima provocazione: “L’intrattenimento deve seguire lo sport e non il contrario

Chiari gli intenti della risposta effettiva di Wolff alle provocazioni, convinto difensore di un’alta credibilità da mantenere in F1. Così il team principal ribatte all’associazione tra tale situazione e la serie Netflix di recente uscita Drive to Survive, documentario sui retroscena degli ultimi Campionati F1:

“Non direi mai queste cose perché alla fine, forniamo intrattenimento ma l’intrattenimento deve seguire lo sport e non il contrario – aggiunge infatti Wolffamiamo Netflix e ‘Drive to Survive’. Stefano Domenicali sta facendo un lavoro fenomenale a livello di marketing per promuovere questo sport e Stefano, da vero pilota, non avrebbe alcun interesse a interferire nelle corse solo per favorire il fattore intrattenimento. Non posso giudicare le pressioni a cui è sottoposto il Direttore di Gara, ma in ogni caso, siamo credibili come sport, perché è sport e non è wrestling“.

Una ferma e definita nota polemica, volta soprattutto a porre in luce i reali principi della F1, contro interessi che vanno invece verso il puro intrattenimento.

Alle proteste di Wolff, risponde via radio un rapido e freddo Michael Masi:

“È una corsa di macchina ok? Abbiamo fatto in modo che le macchine corressero”.

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Liliana Longoni

(credit-foto-Toto Wolff nel box della Mercedes – MercedesF1OfficialTwitterAccount)

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