Totti-Roma: ecco i motivi di un addio annunciato

Francesco Totti dirà addio alla sua Roma. Oggi (ore 14 al Coni), l’ex numero dieci spiegherà i motivi della separazione anticipata con i capitolini. I tifosi sono sul piede di guerra: aria pesantissima sulla sponda giallorossa del Tevere.

Totti non sarà più un dirigente della Roma di James Pallotta. La decisione, maturata lentamente negli ultimi giorni, sarà ufficializzata nel corso della conferenza stampa (ore 14) che si terrà nel Salone d’Onore del Coni. È stato lo stesso ex numero dieci ad invitare la stampa certificando tutti i dubbi e le voci che serpeggiavano nelle ultime ore. L’addio di Totti contribuirà a lacerare una volta di più il complicatissimo rapporto tra tifoseria e società.

I romanisti sono sul piede di guerra: dopo la fine della conferenza stampa, dovranno esser valutate le reazioni della piazza. Come fu per De Rossi, una feroce contestazione potrebbe sfociare sotto la nuova sede societaria dell’Eur. Perché Totti lascia la Roma? I motivi sono molteplici ma, probabilmente, possono esser racchiusi sotto una singola voce: Franco Baldini.

Il rapporto tra l’ex capitano ed il dirigente ombra dei capitolini non è mai stato idilliaco ma negli ultimi mesi si è deteriorato ulteriormente. Con l’addio di Totti, nascerà ufficialmente la Roma di Baldini. Per la rabbia dei tantissimi tifosi romanisti che hanno assistito, in soli cento giorni, agli adii di Monchi, Di Francesco, Ranieri e De Rossi.

I motivi dell’addio

Francesco Totti, nonostante un contratto che lo legava alla Roma fino al 30 giugno 2023, ha deciso di abbandonare il club del suo cuore dopo una militanza di trent’anni. Come detto, lo scollamento con gli altri membri della dirigenza sarebbe alla base di tutto. Diverse vedute mai assecondate da Pallotta che ha preferito avallare costantemente il “Baldini pensiero“.

L’ex calciatore di Porta Metronia ha ricoperto per due anni il ruolo di dirigente senza ottenere un incarico ufficiale. La sua voce autorevole da campione del mondo è rimasta inascoltata per troppo tempo e Francesco non è mai riuscito ad incidere sulle decisioni importanti della Roma, come sottolineato da Daniele De Rossi durante la sua conferenza d’addio.

Totti aveva caldeggiato la conferma di Massara, dopo aver eviscerato i “pro” di una soluzione interna, nel ruolo di direttore sportivo. Pallotta ha preferito ascoltare le ragioni di Baldini scegliendo Petrachi (ma dov’è?) come nuovo responsabile del calciomercato capitolino. Massara ha trovato impiego nel nuovo Milan di Maldini.

Capitolo allenatore: il marito della Blasi aveva proposto Mihajlovic ma, dopo un’attenta analisi sulle possibili reazioni della piazza, le mire del dirigente erano ricadute sull’amico Gattuso. Anche in questo caso ha vinto Baldini: dopo il summit di Londra, infatti, la Roma ha ufficializzato l’ingaggio di Fonseca, pupillo del consigliere ombra.

Proprio l’incontro avvenuto nella capitale inglese ha distrutto definitivamente i rapporti: l’ex numero dieci non era stato invitato, almeno inizialmente. La marcia indietro del patron giallorosso non è servita a ricucire lo strappo: Totti, punto nell’orgoglio, non è andato alla riunione scomparendo dai radar societari. C’è chi dice che abbia chiuso il telefono in faccia a Pallotta rifiutando il ruolo di direttore tecnico.

L’ultimo episodio che ha incrinato irreversibilmente l’idillio è da ricercarsi nell’addio di Daniele De Rossi: Totti si era battuto per il rinnovo annuale del suo erede. Sappiamo tutti come è andata a finire.

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Totti e Pallotta (Credit: Bartoletti)

Quale futuro?

Il 2019 verrà ricordato dai tifosi giallorossi come i “365 giorni della de-romanizzazione“. Cosa accadrà dopo la fine della conferenza stampa che segnerà le dimissioni di Totti? Lo scenario appare teso e ricolmo di rabbia: il malcontento dei tifosi potrebbe nuovamente sfociare in una durissima contestazione.

Il gradimento verso Pallotta è ai minimi storici e l’addio dell’idolo indiscusso di una tifoseria intera non è certamente il miglior biglietto da visita per indirizzare la nuova stagione che, intanto, bussa alle porte di Trigoria. Dopo la brutta annata andata in archivio a maggio, i supporters romanisti si aspettano una significativa inversione del trend negativo.

Totti, dal canto suo, può valutare diverse opzioni nel prossimo futuro. La più intrigante arriverebbe dalla Figc: la Federazione lo corteggia da tempo per inserirlo nel gruppo della nazionale e per far leva sulla sua immagine nell’anno che porta all’Europeo che avrà la Capitale come centro con 5 partite ospitate, compresa la gara inaugurale. Senza contare il campo commerciale ed il marketing con un brand che continua a essere fortissimo.

Oggi alle ore 14 si staccherà la spina, almeno per un po’, alla Roma romanista che per anni ha infuocato la passione dei tifosi. Ecco la vittoria più roboante di Franco Baldini

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