Il fondo di private equity TPG ha ceduto buona parte della propria partecipazione in Anastasia Beverly Hills. Con questa mossa ha, infatti, azzerato l’investimento iniziale di 600 milioni di dollari nell’ambito di una ristrutturazione del debito dell’azienda. Nel 2018, infatti, TPG aveva acquisito circa il 38% del brand di cosmetici dai fondatori, grazie ad un’operazione finanziata con una combinazione di debito in capo all’azienda e azioni privilegiate sottoscritte da TPG. A seguito dell’operazione di ristrutturazione, la quota del fondo si sarebbe ridotta a circa il 6 per cento.

Secondo le fonti la fondatrice, Anastasia Soare, è in procinto di valutare diverse opzioni. Tra queste, anche un’iniezione di capitale personale pari a circa 225 milioni di dollari. Come ha dichiarato una portavoce dell’azienda, “Anastasia sta adottando misure per allineare la propria struttura del capitale alla solidità del business e alla performance operativa. Ha anche precisato che la società sta collaborando con i finanziatori in vista della prossima scadenza del debito, ma ancora non si è parlato di accordo definitivo. Il brand, negli ultimi mesi, ha operato in regime di forbearance estesa, e nel frattempo sono continuati i negoziati con i creditori.
Ad agosto, Moody’s Ratings e S&P Global Ratings hanno declassato il merito creditizio della società dopo il mancato pagamento di una rata di un prestito, evento considerato da entrambe le agenzie come un default. Il brand, nato nel 1997, si è espanso a livello globale grazie ai prodotti per la definizione delle sopracciglia, rendendo Anastasia la “brow queen”. Nel frattempo la collezione si è ampliata, con una distribuzione presso retailer come Dillard’s, Macy’s, Nordstrom e Sephora. Lo scorso ottobre Soare ha pubblicato un libro in cui ripercorre la costruzione di quello che definisce un impero beauty da un miliardo di dollari.
Marianna Soru





