Trattativa PD-M5S: ultimo giorno per l’accordo

La trattativa PD-M5S si è bloccata sul nome del premier, con Conte non gradito ai democratici ma voluto dai pentastellati. Domani il Presidente Mattarella inizierà il secondo giro di consultazioni, e in mancanza di alternative deciderà per il voto a novembre.

Il tempo è sempre meno, l’obiettivo importante e lo scoglio da superare irto. La trattativa PD-M5S sta attraversando un momento decisivo, poiché da ciò che concluderanno le due parti oggi dipenderanno i prossimi mesi. Proprio per questo si prevedono nuovi incontri, anche se per ora l’unico confermato resta quello tra Di Maio e Salvini.

Il problema del premier

Il nodo più importante riguarda il nome del Presidente del Consiglio: i 5 Stelle vogliono riproporre il nome di Conte, mentre il PD vuole una “forte discontinuità”. Constatata la fermezza dei primi, il segretario democratico Zingaretti ha proposto un’ulteriore soluzione: Conte alla presidenza del Consiglio e ministeri più rilevanti al PD. E con l’eccezione di Delrio alle Infrastrutture, non saranno presenti renziani: Minniti per gli Interni, Gentiloni per gli Esteri, Gualtieri per l’Economia, De Micheli per lo Sviluppo Economico e Orlando per la Giustizia.

In ogni caso. la richiesta di base del PD è ben sintetizzata nelle parole del senatore Tommaso Cerno:

“Conte bis è difficile, Conte 2.0 sarebbe tutta un’altra cosa”

Ovvero: il nome può anche rimanere lo stesso, ma le strategie d’azione no. È lo stesso concetto che Pierluigi Castagnetti mette in evidenza ricordando il compromesso storico del 1976 tra i maggiori partiti di allora:

Quello di Castagnetti non è l’unico segnale di positività. Anche Romano Prodi, co-fondatore del PD, si augura il raggiungimento di un’intesa che sia stabile e credibile, soprattutto per gli osservatori esterni. E il sondaggio del professor D’Alimonte sulla popolarità di questa trattativa tra gli elettori democratici mostra un’ampia maggioranza favorevole. Un po’ per convinzione, un po’ per evitare elezioni rischiose sotto tutti i punti di vista, la strada che il PD deve percorrere sembra tracciata. Nonostante tutto.

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