La Russia afferma che l’ex ministro dei trasporti russo, Roman Starovoit, è stato trovato morto, apparentemente con una ferita da arma da fuoco autoinflitta. Lunedì mattina il presidente Vladimir Putin lo ha licenziato. Si indaga per suicidio, ma ci sono versioni divergenti sulle circostanze e sui tempi del decesso. Era coinvolto in un’indagine per corruzione sulle fortificazioni a Kursk.
Non è stata fornita alcuna motivazione per il licenziamento di Starovoit e poco dopo è stato annunciato come suo sostituto il viceministro dei trasporti Andrei Nikitin.
L’edizione russa di Forbes cita fonti secondo cui la morte sarebbe avvenuta sabato o domenica, ben prima dell’annuncio del licenziamento. Versione contraddetta da Mash, che riferisce che l’uomo stamattina avrebbe invece fatto in tempo a presenziare a una riunione al ministero, prima di apprendere del decreto presidenziale.
Tre mesi dopo la nomina di Starovoit a ministro dei Trasporti, le forze ucraine attraversarono il confine con la regione di Kursk nella più grande incursione straniera in territorio russo dalla seconda guerra mondiale: per respingerle a Mosca ci vorranno parecchi mesi e l’aiuto di migliaia di soldati nordcoreani.
Nell’aprile di quest’anno, il successore di Starovoit come governatore, Alexei Smirnov, è stato accusato di appropriazione indebita di fondi destinati alla difesa, con l’accusa che i fondi destinati alla difesa dei confini fossero stati rubati, rendendo Kursk più vulnerabile agli attacchi ucraini. Sempre secondo Mash, Baza e gli altri canali Telegram, Starovoit avrebbe testimoniato contro l’ex ministro.
Il capo del Comitato di difesa della Duma di Stato, Andrei Kartapolov, ha dichiarato all’emittente russa RTVI che la sua morte è avvenuta “un bel pó di tempo fa”. Dmitry Peskov è stato incalzato dai giornalisti per sapere se le sue dimissioni significassero che Putin aveva perso la fiducia in Starovoit a seguito degli eventi di Kursk. “Si parla di perdita di fiducia se c’è una perdita di fiducia. Tale frase non è stata usata [dal Cremlino]”, ha risposto Peskov.





