Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato di ritenere che il leader ucraino Volodomyr Zelensky sia pronto a rinunciare al recupero della Crimea, occupata dalla Russia. “Penso di sì. La Crimea è stata 12 anni fa”, ha detto Trump in risposta a una domanda se pensava che Zelensky fosse pronto a “rinunciare” alla penisola ucraina annessa dalla Russia nel 2014.

Quando i giornalisti gli hanno chiesto se Zelensky fosse disposto a rinunciare alla penisola annessa illegalmente da Mosca nel 2014, Trump ha risposto: “Penso di sì”. Il capo della Casa Bianca ha inoltre invitato il suo omologo russo, Vladimir Putin, a “smettere di sparare, sedersi e firmare un accordo”, sottolineando che un’intesa potrebbe essere raggiunta “nel giro di due settimane”.

Le dichiarazioni di Donald Trump sono arrivate al termine del suo viaggio a Roma, dove ha incontrato brevemente Zelensky prima dei funerali di Papa Francesco. Trump ha definito l’incontro “positivo”, precisando che la questione della Crimea è stata discussa solo “molto brevemente”. Secondo il tycoon, il presidente ucraino ora apparirebbe “più calmo”, forse alludendo al precedente scontro pubblico tra i due leader avvenuto alla Casa Bianca nel febbraio scorso e terminato con una clamorosa lite.

Il piano americano escluderebbe l’ingresso dell’Ucraina nella NATO, proponendo invece una “coalizione dei volenterosi” – guidata da Regno Unito e Francia – per garantire la sicurezza di Kiev, senza un coinvolgimento diretto degli Stati Uniti. L’Europa, invece, continua a insistere per garanzie di protezione più robuste, sul modello della NATO. Tra le misure previste dal piano, anche il passaggio del controllo della centrale nucleare di Zaporizhzhia a una gestione internazionale, con la fornitura di energia sia a Russia che Ucraina.