Una sentenza d’appello negli Stati Uniti ha consentito all’amministrazione Trump di continuare a trattenere dei fondi federali destinati a Planned Parenthood (PP), la principale organizzazione che si occupa di aborti e salute riproduttiva del Paese. I giudici hanno confermato una misura inserita nel One Big Beautiful Bill, riforma economica risalente allo scorso luglio, che blocca per un anno tutti i rimborsi federali del programma sanitario statale Medicaid alle organizzazioni senza scopo di lucro che si occupano di aborti e che, nell’anno fiscale 2023, hanno ricevuto più di ottocentomila dollari.

L’obiettivo di Donald Trump e dei suoi fedelissimi che, come lui, hanno idee estremamente conservatrici in materia di aborto, è di creare difficoltà finanziarie alle organizzazioni come PP, nella speranza di portarle al fallimento. Nonostante i ricorsi e gli interventi di molti governatori Democratici, negli ultimi quattro mesi almeno venti delle seicento cliniche affiliate a Planned Parenthood hanno dovuto chiudere i battenti. Altre, invece, si sono viste costrette a smettere di praticare interruzioni di gravidanza, per poter continuare a ricevere i fondi.

L’importanza di organizzazioni come Planned Parenthood

Da quando, nel giugno del 2022, la Corte Suprema ha eliminato il diritto all’aborto a livello federale, interrompere una gravidanza è diventato molto complicato: in tredici stati è quasi del tutto illegale, e si può abortire solo entro le prime sei settimane, un periodo brevissimo in cui la maggior parte delle donne non sa nemmeno di essere incinta. Paradossalmente, tuttavia, il numero di aborti a livello nazionale è aumentato, per via della diffusione dell’aborto farmacologico per telemedicina.

Planned Parenthood è nata a New York nel 1916. Oltre all’aborto, offre moltissimi servizi di assistenza sanitaria e riproduttiva, come gli screening per il tumore al seno e all’utero, la prescrizione di contraccettivi, i test e il trattamento di malattie sessualmente trasmissibili e le terapie ormonali per le transizioni di genere. L’organizzazione metta a disposizione anche l’assistenza prenatale per le donne incinte e la medicina pediatrica.

Federica Checchia