Il Comando Centrale statunitense ha richiesto l’autorizzazione a dispiegare nella regione il missile ipersonico a lungo raggio “Dark Eagle” in grado di colpire con precisione obiettivi iraniani. Si tratterebbe del primo impiego operativo del sistema, che non è ancora stato dichiarato pienamente operativo. Ogni missile ha un costo di circa 15 milioni di dollari e può colpire a migliaia di chilometri di distanza viaggiando a oltre Mach 5.
Trump non utilizzerà il nucleare, ma avrebbe comunque chiesto al Pentagono l’invio in Medio Oriente del micidiale missile ipersonico Dark Eagle, scrive Bloomberg, si può dire un surrogato del nucleare. Il Centcom, analizzando le azioni del conflitto, ha realizzato che per piegare Teheran bisogna assolutamente distruggere i lanciatori di missili balistici, posizionati in profondità in territorio iraniano. Teheran li ha spostati perché più al riparo dai blitz dei bombardieri Usa e dei caccia Israeliani, e lontano dalla portata dei missili Precision Strike, capaci di centrare bersagli a oltre 480 chilometri di distanza, ma pare non ancora sufficienti.
Cos’è Dark Eagle
Il Dark Eagle è uno dei programmi militari più ambiziosi degli Stati Uniti: pensato per colpire in tempi rapidissimi bersagli strategici molto difesi, come radar, batterie missilistiche, centri di comando e sistemi di difesa aerea non è solo molto veloce, ma è anche difficile da intercettare. A differenza di un missile balistico tradizionale, che segue una traiettoria più prevedibile dopo il lancio, Dark Eagle usa un sistema “boost-glide”: un razzo a propellente solido lo porta ad alta quota e ad altissima velocità, poi rilascia un veicolo planante ipersonico, il Common Hypersonic Glide Body, che scende verso il bersaglio manovrando nell’atmosfera. È questa combinazione di velocità, quota, traiettoria e capacità di manovra a rendere l’intercettazione particolarmente complessa.
Secondo il Congressional Research Service, la batteria tipo è composta da quattro lanciatori mobili, ciascuno con due missili, più un centro operativo per comando e controllo. Il dato più rilevante riguarda la gittata: poco meno di 2.800 chilometri. Informazioni più recenti circolate nel settore della difesa indicano invece una portata fino a circa 3.500 chilometri. Se confermata, significherebbe che un Dark Eagle schierato in Medio Oriente potrebbe coprire Teheran.
Dark Eagle avrebbe una testata convenzionale relativamente piccola, forse inferiore ai 13 chili, compensata in teoria dall’enorme energia cinetica del veicolo planante al momento dell’impatto. Questo lo renderebbe adatto a colpire obiettivi sensibili ma non necessariamente bunker profondi o strutture molto solide. Il programma ha anche avuto una storia complicata. L’esercito Usa puntava a schierare la prima batteria già nel 2023, ma problemi di integrazione e test rinviati hanno spostato in avanti il calendario.





