I prodotti dell’Europa saranno “molto presto” colpiti dai dazi doganali americani, dopo quelli imposti da Trump sui prodotti provenienti da Canada, Messico e Cina. Lo ha ribadito il presidente americano alla stampa, spiegando che “si stanno davvero approfittando di noi, abbiamo un deficit di 300 miliardi di dollari. Non ci prendono le nostre auto o i nostri prodotti agricoli, quasi nulla e noi tutti prendiamo milioni di automobili, quantità enormi di prodotti agricoli”.
Trump e i dazi all’Europa
Alla richiesta di un commento sull’annuncio di Trump di sabato ed eventuali dazi all’Europa, un portavoce della Commissione europea ha risposto a Euronews che l’Unione europea “si rammarica della decisione degli Stati Uniti di imporre tariffe a Canada, Messico e Cina”.
“Al momento non siamo a conoscenza dell’imposizione di ulteriori tariffe sui prodotti dell’Ue. Le nostre relazioni commerciali e di investimento con gli Stati Uniti sono le più importanti al mondo. La posta in gioco è alta. Entrambi dovremmo cercare di rafforzare questa relazione”, ha detto il portavoce.
Alla domanda della Bbc se ci sia una tempistica per annunciare i dazi Ue, Trump ha risposto: “Non direi che ci sia una tempistica, ma sarà molto presto”. “Gli Stati Uniti sono stati derubati da praticamente ogni paese del mondo. Abbiamo deficit con quasi ogni paese, non con ogni paese, ma quasi, e cambieremo la situazione. È stato ingiusto”.Quanto al Regno Unito, secondo Trump è “fuori linea” nel suo commercio con gli Stati Uniti, ma la situazione può essere “risolta”. Su eventuali dazi al Regno Unito, il presidente è prima rimasto evasivo, affermando: “Vedremo cosa succede, succederà”.Incalzato ulteriormente, è però tornato sui suoi passi, dicendo “potrebbe succedere”, e aggiungendo che la sua vera preoccupazione è il commercio con l’Unione Europea. “Succederà sicuramente con l’Unione Europea”.“Il Regno Unito è fuori linea. Ma sono sicuro che una (situazione), penso che una, possa essere risolta”, ha concluso.
Ma a quanto ammonterebbe il costo dei dazi per l’Italia?
Potrebbero colpire fino a 44 mila imprese nei campi della meccanica, della moda, dell’agroalimentare e della farmaceutica. Uno studio di Prometeia citato dal ministero degli Esteri parla di un minimo di 4 e un massimo di 7 miliardi. Altre stime portano il valore dei dazi sulle merci italiane a 10-12 miliardi. Secondo un report di Banca dek Fucino però, analizzando le categorie di prodotti sulle quali è concentrato l’export italiano verso gli Usa (al 98% beni manifatturieri) «accanto a prodotti tipici del made in Italy come i prodotti alimentari e l’abbigliamento, si trovano categorie con un peso anche maggiore come macchinari, mezzi di trasporto e articoli farmaceutici che costituiscono le vere e proprie colonne portanti dell’industria e dell’export italiani».





