Giovedì, il presidente Donald Trump, seduto accanto alla prima ministra giapponese Sanae Takaichi nello Studio Ovale, ha paragonato i primi attacchi statunitensi contro l’Iran all’attacco a sorpresa del Giappone a Pearl Harbor durante la Seconda Guerra Mondiale. Quando un giornalista giapponese gli ha chiesto perché gli Stati Uniti non avessero informato alleati come il Giappone prima di sferrare gli attacchi contro l’Iran il 28 febbraio, il presidente americano ha risposto che era per mantenere l’elemento sorpresa. “Non ne abbiamo parlato con nessuno perché volevamo l’effetto sorpresa. Chi meglio del Giappone sa come creare un effetto sorpresa?”, ha risposto il presidente seduto accanto al primo ministro giapponese. “Perché non mi avete parlato di Pearl Harbor? Giusto?”, ha risposto il presidente. Doveva essere una battuta, ma dall’espressione della premier giapponese Sanae Takaichi è suonata più come una gaffe.

L’attacco giapponese alla base navale statunitense di Pearl Harbor, la mattina del 7 dicembre 1941, causò la morte di poco più di 2.400 americani e fece precipitare gli Stati Uniti nella Seconda Guerra Mondiale.

Trump ha affermato che l’attacco a sorpresa all’Iran ha aiutato gli Stati Uniti, aggiungendo che ha “eliminato il 50% di ciò che ci aspettavamo” nel Paese nei primi due giorni.

Durante l’incontro, Trump ha elogiato il Giappone per essersi “fatto avanti” nell’aiutare negli sforzi per mettere in sicurezza lo Stretto di Hormuz, “a differenza della NATO”.