Trump nei guai, accusato di stupro

Jean Carroll, reporter americana, dichiara di essere stata molestata e stuprata 23 anni fa. Trump nega tutto.

Nuove accuse di molestie sessuali per Donald Trump.
La giornalista Elizabeth Jean Carroll, nota opinionista americana, ha raccontato l’episodio nel suo ultimo libro. Secondo la sua ricostruzione, 23 anni fa, Trump l’avrebbe molestata e poi stuprata in un camerino di Bergdorf and Goodman, grande magazzino di lusso, a pochi passi dalla Trump Tower.

Il presidente nega qualunque tipo di rapporto con la giornalista e smentisce le accuse. Secondo Trump potrebbe trattarsi persino di un complotto dei democratici, volto a diffamare la sua immagine.

Non l’ho mai incontrata. Sta cercando di vendere un nuovo libro: dovrebbe essere venduto nella sezione FictionDonald Trump

L’episodio raccontato nel libro

Trump e Jean Carroll
Jean Carroll e Donald Trump – Photo Credit: people.com

Jean Carroll ha rilasciato un’intervista al New York Magazine, facendosi fotografare con un robe-manteau nero: lo stesso che indossava il giorno del presunto stupro.

Stando al libro, l’episodio sarebbe avvenuto tra la fine del ’95 e l’inizio del ’96. La Carroll aveva già firmato per quasi trent’anni una rubrica di consigli – Ask E.Jean – sulla rivista Elle, quando incontrò Trump.
Ai grandi magazzini Bergdorf, sulla Fifth Avenue di Manhattan, Trump la riconobbe e le chiese aiuto per comprare un regalo a un’amica. Anche lei lo riconobbe, accettò di aiutarlo e presero a girare tra gli stand, mentre Trump si vantava del suo patrimonio: diceva che un giorno avrebbe comprato quei grandi magazzini.

Nel settore lingerie, il futuro presidente le consigliò di provare un body di pizzo grigio e la Carroll, scherzando, suggerì a lui di indossarlo. Alla fine, però, la reporter si convinse, ma nel camerino Trump diventò violento. Troppo violento.
Il racconto di quello che successe dopo è molto dettagliato.

La reporter si confidò con due amici: uno le disse di denunciarlo subito, l’altro la scongiurò di non farlo: “Ha 200 avvocati. Ti seppellirà”. Quando le chiedono perché abbia aspettato così tanti anni, Jean Carroll dice di aver avuto paura delle minacce di morte che avrebbe ricevuto.

Dover abbandonare casa mia, essere licenziata, trascinata nel fango e unirmi alle quindici donne che hanno raccontato storie credibili di come questo uomo le abbia prese, molestate, ridotte a niente, maltrattandole, ferendole e attaccandole, solo per vedere che l’uomo in questione schiva, nega, minaccia e le attacca di nuovo, non mi è mai sembrato molto divertente. E poi, sono una vigliaccaJean Carroll

La difesa di Trump

Trump si è scagliato contro la giornalista e contro il New York Times. Alle accuse, il presidente ribatte che sono solo calunnie, necessarie per far vendere il libro della Carroll.

In una nota della Casa Bianca, il presidente chiede alla rivista fotografie, registrazioni, video o ulteriori denunce dei presunti fatti.

Non c’era alcun dipendente vicino? Vorrei ringraziare Bergdorf Goodman per aver confermato che non hanno una registrazione video di quel presunto incidente, perché non è mai successoDonald Trump

Trump, inoltre, ha definito il New York Times “una pubblicazione in via di estinzione” e che cerca di “promuoversi diffondendo notizie false”.

Intanto, però, il robe-manteau nero è ancora appeso nell’armadio di Jean Carrol.
La giornalista ha dichiarato di non averlo più indossato e di non essere stata più con nessun uomo.

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