Trump vuole l’accordo e prevede di finalizzarlo a breve, ma intende rafforzare diversi punti a lui cari, in particolare quelli relativi al materiale nucleare dell’Iran. La richiesta di Trump ha innescato un nuovo ciclo di scambi tra le parti, che potrebbe protrarsi per diversi giorni.

«I negoziati procedono lentamente, ci vuole molto tempo. Non ho fretta. Mi piacerebbe dire di avere fretta – perché i prezzi della benzina sono destinati a raddoppiare – ma se si va di fretta, non si conclude un buon affare». Lo ha detto il presidente americano Donald Trump intervistato dalla nuora Lara Trump su Fox News, assicurando che l’Iran non avrà l’arma nucleare e dovrà garantire la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz.

Trump ha aggiunto che un accordo che «non risultasse vantaggioso per noi rappresenterebbe, in definitiva, proprio quella linea che non va superata: una situazione che si sta evolvendo proprio in questo momento. È questo il mio mestiere: io negozio. Anche loro negoziano; sono negoziatori molto rapidi, sono astuti, ma alla fine siamo noi ad avere tutte le carte in mano, poiché li abbiamo sconfitti militarmente», ha affermato il presidente USA, prima di ricordare i successi militare degli Stati Uniti.

«Guardate: la loro Marina non esiste più. Avevano 159 navi; ebbene, ognuna di giace ora sul fondo del mare. Proprio tutte: abbiamo persino scattato fotografie mentre affondavano, immagini di centinaia di navi che colavano a picco. La loro Marina è stata annientata al 100%. La loro Aviazione è stata annientata al 100%. Per quanto riguarda le loro forze armate terrestri, le abbiamo lasciate sostanzialmente intatte, poiché riteniamo che il loro esercito sia, in qualche misura, seppur parzialmente, moderato», ha poi spiegato Trump.

«Vi sono, tuttavia, altre figure al loro interno che non sono affatto moderate. Di quelle ce ne siamo occupati noi. Abbiamo rimosso quelle diverse forme di leadership, lasciando intatta invece la struttura militare vera e propria. Molti rimarrebbero sorpresi nell’apprendere questo dettaglio, poiché in passato sono stati commessi errori bellici in cui si è proceduto a spazzare via ogni cosa», ha concluso il presidente.

Il mese scorso si è registrato il record negativo nella fornitura globale di greggio, solo in minima parte compensata dall’aumento delle produzione atlantica. E i Paesi più ricchi hanno iniziato ad attingere a piene mani alle proprie riserve. Anche se il conflitto terminasse a breve, ci vorranno almeno un paio di trimestri per tornare a volumi di traffico prebellici.